Delorazepam: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Il delorazepam è tra le benzodiazepine più utilizzate per gestire ansia e insonnia. Scopri a cosa serve, come agisce sul sistema nervoso, quali sono i dosaggi corretti e come gestire gli effetti collaterali in modo sicuro e consapevole.

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Delorazepam

Cos’è il delorazepam?

Il delorazepam è un principio attivo che appartiene alla famiglia delle benzodiazepine, una classe di farmaci ampiamente utilizzata per la gestione dei disturbi d'ansia e delle problematiche del sonno.

Tra i diversi marchi disponibili in Italia, il delorazepam è principalmente noto con il nome commerciale En, ma è disponibile anche come farmaco equivalente prodotto da diverse case farmaceutiche. La sua peculiarità clinica risiede nella capacità di coprire l'arco della giornata con una stabilità che altre benzodiazepine a vita breve non riescono a garantire, rendendolo particolarmente adatto a chi soffre di ansia generalizzata o tensioni somatiche persistenti.

Esempi di farmaci che contengono il delorazepam

Tra i principali farmaci a base di delorazepam troviamo:

  • Delorazepam Ratiopharm®
  • Delorazepam Aurobindo®
  • Delorazepam DOC®
  • Delorazepam EG®
  • Delorazepam Mylan®
  • Delorazepam Sandoz®
  • Delorazepam Zentiva®
  • EN®

Questi medicinali sono soggetti a prescrizione medica e rientrano nella stessa categoria terapeutica.

La scelta tra un nome commerciale e un altro dipende generalmente da fattori come la disponibilità in farmacia, le indicazioni del medico o le preferenze del paziente, senza che vi siano differenze sostanziali in termini di efficacia clinica, purché il farmaco venga assunto secondo le modalità e il dosaggio prescritti.

Esempi di farmaci che contengono il delorazepam

A cosa serve il delorazepam?

Il delorazepam è indicato per il trattamento a breve termine di diversi disturbi legati a un’iperattivazione del sistema nervoso centrale, in particolare quando l’ansia o l’insonnia provocano un disagio clinicamente significativo e interferiscono con la vita quotidiana.

In ambito psichiatrico viene prescritto soprattutto nei disturbi d’ansia generalizzata, nelle crisi di panico, negli stati di agitazione psicomotoria e nelle manifestazioni somatiche dell’ansia, come tachicardia emotiva, tensione muscolare e sintomi neurovegetativi.

Il farmaco trova inoltre indicazione nel trattamento dell’insonnia, soprattutto quando è cronica, secondaria a stress intenso o a condizioni come la depressione maggiore, grazie al suo effetto sedativo e alla lunga durata d’azione.

Le formulazioni orali, come compresse e gocce, sono le più utilizzate nella pratica clinica quotidiana, mentre il delorazepam per via parenterale è riservato a contesti ospedalieri specifici: gestione dell’ansia acuta, disturbi del sonno gravi, alcune forme di epilessia e come supporto farmacologico nella preparazione del paziente a procedure diagnostiche o interventi chirurgici.

In alcuni casi selezionati, il delorazepam può essere impiegato anche come coadiuvante nei percorsi terapeutici psichiatrici più complessi o nella gestione della sindrome da astinenza da alcol o da altre benzodiazepine, sempre sotto stretto controllo medico. È fondamentale sottolineare che si tratta di un trattamento sintomatico, da utilizzare per periodi limitati, poiché l’uso prolungato può favorire tolleranza, dipendenza e difficoltà alla sospensione.

Come funziona il delorazepam?

Il delorazepam esercita un’azione ansiolitica, sedativa (ipnoinducente), miorilassante e anticonvulsivante, in modo sovrapponibile agli altri farmaci appartenenti a questa classe. Il suo effetto clinico deriva dall’interazione diretta con il sistema GABAergico, uno dei principali sistemi di regolazione dell’eccitabilità cerebrale.

A livello neurochimico, il delorazepam si lega a un sito specifico del recettore GABA-A, distinto da quello occupato dal GABA ma funzionalmente connesso ad esso. Il GABA rappresenta il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale: quando il delorazepam si lega al recettore, potenzia l’azione del GABA, aumentando la frequenza di apertura dei canali del cloro. Questo determina una maggiore iperpolarizzazione dei neuroni e una riduzione dell’attività neuronale, con conseguente effetto calmante e stabilizzante.

Dal punto di vista clinico, questo meccanismo spiega l’efficacia del delorazepam nel trattamento dei disturbi d’ansia, dei disturbi del sonno e, in contesti specifici, dell’epilessia.

Una caratteristica distintiva del farmaco, alla quale abbiamo già accennato, è la sua lunga emivita, che contribuisce a una durata dell’effetto prolungata nel tempo. Se da un lato questo consente una copertura sintomatica più stabile, dall’altro richiede particolare cautela per il rischio di accumulo, soprattutto in caso di trattamenti prolungati o in popolazioni vulnerabili come gli anziani.

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Posologia: come si assume il delorazepam?

La scelta della formulazione e del dosaggio del delorazepam spetta sempre al medico, che valuta caso per caso in base alla patologia da trattare, alla gravità dei sintomi, all’età del paziente e alle condizioni di salute generali.

Per il trattamento dell’ansia, negli adulti il dosaggio abituale per via orale varia generalmente da 0,5 a 2 mg al giorno, suddivisi in 2–3 somministrazioni, oppure in un numero equivalente di gocce. Il medico stabilirà se utilizzare compresse o gocce e in quale quantità, adattando la terapia alla risposta clinica. Nei pazienti anziani o debilitati si ricorre a dosaggi inferiori, per ridurre il rischio di sedazione eccessiva, confusione o cadute.

Nel trattamento dell’insonnia, il delorazepam viene di solito assunto in un’unica somministrazione serale, circa mezz’ora prima di coricarsi, con dosi che vanno da 0,5 a 2 mg oppure l’equivalente in gocce. In questi casi, la durata del trattamento è più breve: da pochi giorni fino a un massimo di 2–4 settimane, incluse le fasi di riduzione graduale della dose.

Dopo l’assunzione per via orale, il delorazepam inizia a fare effetto generalmente entro 1–2 ore. L’effetto clinico può protrarsi anche oltre le 24 ore, garantendo una copertura prolungata dei sintomi.

Posologia come si assume il delorazepam

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere il delorazepam

Il farmaco è controindicato in presenza di ipersensibilità alle benzodiazepine, miastenia grave, grave insufficienza respiratoria, sindrome delle apnee notturne e insufficienza epatica severa, condizioni nelle quali la riduzione dell’attività neuronale può comportare rischi clinici rilevanti.

È altrettanto importante informare il medico di eventuali patologie epatiche, renali, cardiache o respiratorie, di episodi di ipotensione, di disturbi psichiatrici pregressi e di una storia personale di dipendenza da alcol o da sostanze. In questi casi, il delorazepam richiede particolare cautela, poiché appartiene a una classe di farmaci che può indurre tolleranza e dipendenza.

Durante il trattamento possono comparire effetti collaterali a carico della sfera cognitiva e comportamentale, come sonnolenza, riduzione della concentrazione, alterazioni della memoria (in particolare amnesia anterograda), confusione o, più raramente, reazioni paradosse quali irritabilità, agitazione, aggressività, incubi o allucinazioni.

Negli anziani questi effetti risultano più frequenti e aumentano il rischio di cadute e svenimenti. Inoltre, il delorazepam può compromettere la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari: dopo l’assunzione è prudente attendere almeno 12 ore prima di svolgere attività che richiedano attenzione e prontezza psicomotoria.

Un’ulteriore avvertenza riguarda l’associazione con alcol, che deve essere evitata, poiché l’effetto sedativo viene potenziato in modo imprevedibile, con aumento del rischio di depressione respiratoria e alterazione dello stato di coscienza.

Infine, dopo trattamenti prolungati, la sospensione del delorazepam non deve mai essere brusca, ma graduale, per prevenire sintomi da astinenza o fenomeni di rimbalzo dell’ansia e dell’insonnia.

Delorazepam in gravidanza e allattamento

L’uso del delorazepam in gravidanza e durante l’allattamento è generalmente sconsigliato. Come tutte le benzodiazepine, anche questo principio attivo attraversa la barriera emato placentare e può esercitare effetti sul feto, in particolare se assunto nel primo trimestre o in prossimità del parto. Le principali preoccupazioni cliniche riguardano un possibile aumento del rischio di esiti avversi della gravidanza e, nelle fasi avanzate, la comparsa nel neonato di sedazione, ipotonia, difficoltà respiratorie e sintomi da adattamento o da astinenza.

Le principali linee guida internazionali raccomandano quindi di evitare le benzodiazepine in gravidanza, oppure di limitarne l’uso a situazioni selezionate, quando il beneficio clinico per la madre supera chiaramente i potenziali rischi per il feto e non sono disponibili alternative terapeutiche più sicure (American College of Obstetricians and Gynecologists, 2023).

Per quanto riguarda l’allattamento, il delorazepam non è considerato sicuro. Le benzodiazepine vengono infatti escrete nel latte materno e possono accumularsi nel neonato, soprattutto in presenza di emivita lunga, aumentando il rischio di sonnolenza, difficoltà di alimentazione e depressione del sistema nervoso centrale. Anche in questo caso, l’uso del farmaco dovrebbe essere evitato o valutato attentamente insieme al medico, considerando eventuali sospensioni dell’allattamento o terapie alternative.

Nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni, il delorazepam deve essere prescritto solo in casi selezionati e sotto stretto controllo medico, a causa della maggiore sensibilità agli effetti collaterali e del rischio di sedazione e alterazioni cognitive.

In ogni situazione che riguardi gravidanza, allattamento o età pediatrica, è indispensabile confrontarsi con il medico o con lo specialista di riferimento prima di iniziare o proseguire una terapia a base di delorazepam.

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Quali sono gli effetti collaterali del delorazepam?

Come ogni farmaco che agisce sul sistema nervoso centrale, anche il delorazepam può causare una serie di effetti indesiderati. È importante però ricordare che la loro comparsa non è sistematica: ogni organismo reagisce in modo soggettivo al principio attivo. Molti degli effetti più comuni, come la sonnolenza diurna, una lieve confusione mentale o la sensazione di debolezza muscolare, sono spesso legati a un dosaggio non ancora perfettamente bilanciato o alla fase iniziale del trattamento, quando il corpo deve ancora abituarsi alla molecola.

Tra gli effetti più frequenti si riscontrano vertigini, affaticamento mentale, riduzione della concentrazione e alterazioni del tono muscolare, che possono rendere più difficili le attività quotidiane che richiedono attenzione o prontezza psicomotoria.

L’uso prolungato o a dosi elevate può determinare fenomeni di tolleranza e dipendenza psicofisica, per cui è necessario aumentare progressivamente il dosaggio per ottenere gli stessi benefici. Interrompere bruscamente il farmaco può scatenare sintomi da astinenza, come ansia, irritabilità, tremori e disturbi del sonno, mentre in alcuni casi si osservano episodi di amnesia anterograda, confusione o alterazioni dell’umore.

Altri effetti indesiderati, meno frequenti, comprendono alterazioni della coordinazione motoria, debolezza muscolare, riduzione della vigilanza e compromissione delle funzioni cognitive. Possono comparire disturbi gastrointestinali come nausea o costipazione, problemi visivi transitori, alterazioni del desiderio sessuale o, più raramente, reazioni ematologiche come trombocitopenia.

Alcuni effetti collaterali possono essere amplificati dall’assunzione concomitante di alcol o di farmaci sedativi sul sistema nervoso centrale, come ipnotici, antidepressivi, analgesici narcotici o antistaminici, aumentando il rischio di sonnolenza marcata, riduzione della concentrazione e sedazione eccessiva.

Cosa succede per un sovradosaggio da delorazepam?

Nelle fasi iniziali o in caso di sovradosaggio lieve, i segni clinici prevalenti includono una marcata letargia, confusione mentale, disturbi della visione (visione offuscata) e una profonda stanchezza. La compromissione della coordinazione motoria diventa evidente, rendendo difficili anche i movimenti più semplici.

Se la quantità di principio attivo è elevata, il quadro clinico può progredire verso uno stato di sonno profondo o perdita di coscienza, accompagnato da ipotonia muscolare e una significativa riduzione della pressione arteriosa (ipotensione).

Nei casi di estrema gravità, il rischio principale è rappresentato dalla depressione respiratoria e dal coma. Dosi massicce di delorazepam possono condurre alla morte, specialmente se l'azione del farmaco è potenziata dall'alcol o da altri depressori del sistema nervoso.

In caso di sovradosaggio è quindi necessario contattare il soccorso d'urgenza o recarsi presso il più vicino presidio ospedaliero, dove potrà essere somministrato l'antidoto specifico (flumazenil) e attuate le manovre di supporto vitale necessarie (Kim et al., 2025).

Fonti:

Bibliografia

Continuous flumazenil infusion and time to consciousness recovery in benzodiazepine poisoning: A retrospective cohort study — Journal of Clinical Medicine, 14(17), pp. 5983

Kim, J., Kim, S. H., Choi, S. P., Zhu, J. H., Kim, S. W., Kwon, M. K., Oh, J. H. (2025)

Conseguenze dell’uso di benzodiazepine in gravidanza, allattamento e adolescenza — Psychopharmacology Updates for Clinicians

Psychopharmacology Institute

Treatment and management of mental health conditions during pregnancy and postpartum — bstetrics and Gynecology, 141(6), pp. 1262-1288

(2023)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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