Carbamazepina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali
La carbamazepina è un farmaco anticonvulsivante in grado di normalizzare l'attività elettrica neuronale, utilizzato soprattutto nel trattamento di alcune forme di epilessia. Trova impiego da decenni in virtù di un meccanismo d'azione largamente approfondito e documentato.

Cos'è la carbamazepina?
La carbamazepina è un farmaco appartenente alla classe degli antiepilettici, al quale sono attribuite anche proprietà analgesiche e stabilizzanti dell'umore, efficaci soprattutto in presenza di specifiche condizioni neurologiche.
Dal punto di vista farmacologico, la carbamazepina è considerato un principio attivo di riferimento nella terapia di alcune forme di epilessia e disturbi dell'umore, oltre che nel trattamento di determinate sindromi dolorose, tra cui la nevralgia del trigemino.
La carbamazepina, quindi, non è un semplice anticonvulsivante, ma un farmaco con un ampio spettro d'azione sul sistema nervoso centrale. La sua efficacia è supportata da una vasta letteratura scientifica, che ne ha consolidato l'uso clinico nel corso degli ultimi decenni.
Esempi di farmaci che contengono la carbamazepina
La carbamazepina fu scoperta nel 1953 dal chimico svizzero Walter Schindler, quindi venne commercializzata a partire dal 1962. Attualmente è disponibile sul mercato con il nome commerciale di Tegretol o in forma generica, sia in sciroppo che in compresse in formulazione standard o a rilascio modificato.

A cosa serve la carbamazepina?
Dal punto di vista chimico, la carbamazepina ha una struttura dibenzo-azepinica, simile a quella dei farmaci antidepressivi triciclici. Fu scoperta durante ricerche tese a individuare nuove molecole capaci di inibire le crisi indotte dalla stimolazione elettrica nei topi. Ma quali sono le sue indicazioni principali?
- Epilessia: la carbamazepina viene utilizzata da decenni per trattare le crisi epilettiche parziali (semplici o complesse) e quelle tonico-cloniche generalizzate. È considerata un farmaco di prima linea nel trattamento di specifiche forme di epilessia
- Nevralgia del trigemino: utilizzata da anni per la cura di tale disturbo, è ancora oggi considerata uno dei trattamenti più efficaci in assoluto per la gestione del dolore intenso e ricorrente tipico di questa patologia. Basti pensare che la carbamazepina è l'unico farmaco approvato dalla Food and Drug Administration americana per il trattamento della nevralgia del trigemino. Ciò è dovuto principalmente alla sua azione stabilizzante sulle membrane neuronali
- Disturbo bipolare: la carbamazepina in virtù della sua capacità di stabilizzare l'umore, viene utilizzata anche in ambito psichiatrico nel trattamento dei disturbi dello spettro bipolare, sia in monoterapia che in combinazione con altri farmaci. . Diversi studi supportano la sua efficacia nel trattamento e nella prevenzione di episodi maniacali e ci sono dati positivi anche per il trattamento degli episodi depressivi nel disturbo bipolare.
- Altre condizioni neurologiche: in alcuni casi selezionati, il principio attivo può essere impiegato anche nel trattamento di sindromi dolorose neuropatiche o disturbi comportamentali associati a patologie neurologiche. L’'ampiezza delle indicazioni terapeutiche riflette a pieno la complessità del suo meccanismo d'azione e le numeroseevidenze cliniche che ne supportano l'uso
Come funziona la carbamazepina?
Per capire qual è il funzionamento di questa molecola è necessario considerare la sua azione a livello delle cellule nervose, di cui abbiamo già fatto cenno in precedenza.
Il farmaco agisce riducendo l’attività dei canali del sodio presenti nelle membrane neuronali.
Tale blocco riduce la capacità dei neuroni di generare e propagare impulsi elettrici anomali, che sono alla base delle crisi epilettiche e di alcune forme di dolore neuropatico.
In sostanza, la carbamazepina riesce a stabilizzare l'attività elettrica del cervello, limitando sensibilmente la frequenza delle scariche elettriche anomale.
Nel disturbo bipolare, l'effetto stabilizzante del farmaco contribuisce a ridurre le oscillazioni dell'umore, con particolare riferimento agli episodi maniacali o misti, soprattutto se presenti sintomi psicotici.
Studi neurobiologici suggeriscono come la carbamazepina possa influenzare anche altri sistemi di neurotrasmissione, tra cui quelli del glutammato e del GABA, confermando il suo ruolo come modulatore dell'eccitabilità neuronale.
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Posologia: come si assume la carbamazepina?
La carbamazepina va assunta esattamente come indicato dal medico. Quest'ultimo provvede a raccomandare i dosaggi necessari sulla base della patologia riscontrata, dell'età e del peso corporeo del paziente. Lo specialista può apportare eventuali modifiche valutando la risposta individuale al trattamento.
In genere, la terapia inizia con dosaggi limitati (100-200 mg da suddividere in 1-2 assunzioni al giorno), che possono aumentare gradualmente fino al raggiungimento della soglia ritenuta efficace (che in genere si aggira tra i 400 mg e i 1600 mg, da dividere in 2-3 assunzioni al giorno), in modo da ridurre il più possibile il rischio di effetti indesiderati. Questo approccio è particolarmente utile nei pazienti anziani o in quelli che assumono altri farmaci. In rari casi, il dosaggio può raggiungere e oltrepassare i 1.600 mg/die.
La carbamazepina va assunta per via orale, preferibilmente durante o subito dopo i pasti, per evitare effetti indesiderati a livello gastrointestinale. Per una somministrazione più regolare, il medico può optare per le formulazioni a rilascio prolungato che contribuiscono a mantenere i livelli plasmatici del farmaco più stabili nel corso del tempo.
L’efficacia e gli effetti collaterali delle carbamazepina dipendono dai suoi livelli nel sangue, pertanto è possibile che il medico chieda di effettuare un prelievo ematico per dosare la carbamazepinemia, ovvero il livello della carbamazepina nel sangue.
Esattamente come per la maggior parte degli psicofarmaci, è fondamentale non interrompere la terapia da un giorno all'altro. Tale raccomandazione è valida soprattutto per i pazienti con epilessia, poiché la sospensione improvvisa del trattamento può aumentare il rischio di crisi o favorire i classici sintomi da sospensione.
Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere la carbamazepina?
Prima di avviare una terapia con carbamazepina, è importante che il medico valuti in maniera approfondita lo stato di salute del paziente e prenda atto della presenza di eventuali altre terapie in corso d'opera. Il farmaco garantisce una buona efficacia, ma il suo utilizzo richiede particolare attenzione a causa delle potenziali interazioni e reazioni avverse.
- Funzionalità epatica: la carbamazepina può influenzare la funzionalità epatica. Per scongiurare il pericolo in questione, è importante che il paziente si sottoponga a controlli periodici del sangue, soprattutto durante le fasi iniziali del trattamento. Alterazioni come la leucopenia o l'aumento degli enzimi epatici vanno monitorate con particolare attenzione
- Patologie cardiovascolari, epatiche e renali: è necessaria molta cautela nei pazienti affetti da patologie cardiovascolari, epatiche o renali
- Possibili interazioni farmacologiche: la carbamazepina interagisce con il warfarin (farmaco anticoagulante orale), riducendone gli effetti terapeutici. Inoltre, il suo impiego va limitato in presenza di trattamenti a base di antidepressivi, antimicotici, antistaminici, antipsicotici, antitubercolotici, antivirali (Ritonavir), farmaci gastrointestinali (Cimetidina, Omeprazolo) e farmaci cardiovascolari
- Appartenenza a popolazioni a rischio: in alcune persone e in particolare nei soggetti di origine asiatica, è stato osservato un aumento del rischio di gravi reazioni cutanee. Per evitare brutte sorprese è possibile procedere con specifici test genetici prima dell'inizio della terapia
- Intossicazione da acqua: la carbamazepina aumenta il rischio di intossicazioni da acqua, a causa della sua capacità di causare una Sindrome da Inappropriata Secrezione di ADH (ormone antidiuretico). Bisogna quindi monitorare attentamente l’insorgenza di sintomi come cefalea, confusione, nausea e debolezza muscolare
- Sclerosi multipla: alcuni studi scientifici hanno dimostrato come il trattamento a base di carbamazepina per la nevralgia del trigemino nei pazienti con sclerosi multipla abbia causato un sensibile peggioramento dei sintomi, con particolare riferimento alla capacità di deambulazione e all'astenia. Entrambi gli effetti tendono a risolversi spontaneamente subito dopo la sospensione della cura
- Pazienti pediatrici: nei pazienti in età pediatrica la carbamazepina può aggravare l'epilessia giovanile con assenze e alterare il profilo lipidico dei bambini, aumentando il rischio di aterosclerosi. Pertanto, prima di avviare o continuare una terapia antiepilettica a lungo termine a base di carbamazepina, il medico deve valutare e monitorare il profilo lipidico del paziente
- Donne in gravidanza o allattamento: la carbamazepina è associata ad un significativo incremento di malformazioni fetali (spina bifida) e ad un alterato sviluppo neurologico, pertanto ne è sconsigliato l’utilizzo in gravidanza. Carbamazepina passa si ritrova in quantità moderate nel latte materno e quindi può essere utilizzata con cautela durante l’allattamento
- Trattamento con anticoncezionali orali: la carbamazepina incrementa il metabolismo degli estrogeni e dei progestinici contenuti negli anticoncezionali orali, compresi quelli impiegati nella contraccezione di emergenza (Levonorgestel), riducendone l’efficacia
Quali sono gli effetti collaterali della carbamazepina?
Questi tendono a variare in maniera notevole in base alla dose, alla durata del trattamento e alla sensibilità individuale. Tra gli effetti avversi più comuni si osservano:
- sonnolenza e capogiri
- nausea e disturbi gastrointestinali
- visione offuscata o diplopia
- affaticamento
Questi sintomi sono evidenti soprattutto all'inizio della terapia o subito dopo gli incrementi del dosaggio, ma tendono a ridursi col tempo e a risolversi favorevolmente. Effetti collaterali meno frequenti, ma più seri, includono:
- alterazioni ematologiche (abbassamento dei livelli ematici del sodio, diminuzione del numero di leucociti, aumento degli eosinofili)
- reazioni cutanee gravi
- disturbi epatici
- effetti neurologici più complessi
Per i motivi appena elencati, la sorveglianza clinica è parte integrante del trattamento con carbamazepina.

Cosa succede per un sovradosaggio di carbamazepina?
Come accade con qualsiasi altro psicofarmaco, un eventuale sovradosaggio di carbamazepina costituisce emergenza medica. I sintomi possono includere grave sonnolenza, confusione, atassia, convulsioni, alterazioni del ritmo cardiaco e depressione respiratoria.
Nei casi più severi, il sovradosaggio può portare addirittura al coma. Il trattamento è di supporto e può richiedere il ricovero in ospedale, con monitoraggio delle funzioni vitali e interventi specifici orientati a ridurre l'assorbimento del farmaco e a favorirne l'eliminazione.
Bibliografia
Safety and efficacy of carbamazepine in the treatment of trigeminal neuralgia: A metanalysis in biomedicine. — Mathematical Biosciences & Engineering, 21(4), pp. 5335-5359
Guo, M., Shen, W., Zhou, M., Song, Y., Liu, J., Xiong, W., Gao, Y. (2024)