Afasia: tipi, sintomi, cause e trattamento

L’afasia è un disturbo centrale del linguaggio causato da una lesione in una zona specifica del cervello responsabile della produzione e della comprensione del linguaggio. Se il danno è a carico dell’area di Broca sono compromesse le capacità sintattiche e di elaborazione mentre se la lesione avviene nell’area di Wernicke il soggetto perde la capacità di comprendere i significati delle parole.

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Afasia

Difficoltà nel parlare, nel comprendere ciò che viene detto o nel trovare le parole giuste: sono alcuni dei sintomi più comuni dell’afasia. Il termine, che deriva dal greco antico e significa “non-parola”, indica una condizione che può influenzare profondamente la quotidianità di chi ne è colpito.

In questo articolo vedremo cos’è l’afasia, come si manifesta e quali sono gli strumenti per riconoscerla e affrontarla.

Cos’è l’afasia?

L’afasia è un disturbo del linguaggio che compromette la capacità di comunicare in modo efficace, sia nell’espressione orale e scritta sia nella comprensione dei messaggi. 

A differenza di altri disturbi come la disartria, che riguarda principalmente la pronuncia, o la disfasia, che interessa lo sviluppo del linguaggio nei bambini, l'afasia insorge in seguito a un danno cerebrale (come ictus, traumi cranici o malattie neurologiche) e compromette strutture già sviluppate, portando a una perdita parziale o totale delle abilità linguistiche acquisite.

Anche quando le funzioni cognitive generali restano integre, l’afasia può rendere difficile la comunicazione nella vita quotidiana, ostacolando l’espressione dei pensieri, la comprensione di ciò che viene detto o l’uso corretto delle parole.

Cos’è l’afasia

Sintomi dell'afasia

I sintomi dell’afasia variano in base alla zona del cervello coinvolta e alla gravità del danno, ma in tutti i casi riguardano un’interruzione parziale o totale delle funzioni linguistiche. Le difficoltà possono interessare la produzione del linguaggio, la comprensione, la lettura e la scrittura. 

Alcune persone parlano poco e con fatica, altre parlano molto ma usano parole sbagliate o prive di significato. Anche leggere un testo semplice o scrivere una frase può diventare complicato.

I sintomi più comuni includono:

  • difficoltà nel trovare le parole giuste, anche per esprimere concetti semplici;
  • frasi incomplete o sgrammaticate, con omissione di articoli, verbi o preposizioni;
  • parole scorrette o inventate, che rendono difficile capire il discorso;
  • problemi nella comprensione del linguaggio orale, anche quando il messaggio è chiaro;
  • difficoltà nella lettura, con incapacità di riconoscere o comprendere le parole scritte;
  • scrittura alterata, con errori ortografici, inversioni di lettere o frasi incoerenti.

In alcuni casi l’afasia si manifesta in modo lieve e consente una comunicazione parziale, mentre in altri può impedire del tutto la produzione e la comprensione del linguaggio.

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Tipi di afasia

In base ai sintomi e alla localizzazione del danno cerebrale, è possibile distinguere diversi tipi di afasia. Ogni forma si caratterizza per la compromissione di specifiche abilità comunicative, come l’espressione orale, la comprensione del linguaggio, la ripetizione o la denominazione degli oggetti.

Tra le principali forme di afasia troviamo:

  • afasia espressiva (motoria, non fluente, o di Broca): si manifesta attraverso un linguaggio lento e sforzato, dove le frasi sono corte e prive di articoli o preposizioni. Chi ne è affetto comprende bene gli altri ma ha difficoltà a esprimersi;
  • afasia recettiva (sensoriale, fluente, o di Wernicke): la persona parla in modo fluente ma usa parole sbagliate o inventate, rendendo difficile la comprensione del messaggio. La comprensione del linguaggio è gravemente compromessa;
  • afasia globale: l’afasia globale è la forma più grave. Coinvolge sia la produzione che la comprensione del linguaggio, con una perdita significativa della capacità di comunicare. Di solito è causata da danni estesi al cervello;
  • afasia anomica: caratterizzata dalla difficoltà nel recuperare le parole, in particolare i nomi di oggetti o persone, sia nel linguaggio orale sia in quello scritto;
  • afasia di conduzione: la persona comprende il linguaggio e riesce a produrre frasi, ma presenta una marcata difficoltà nel ripetere parole o frasi ascoltate.
Tipi di afasia

Le cause dell’afasia

L’afasia è causata da un danno a una o più aree cerebrali coinvolte nella produzione e nella comprensione del linguaggio. Nella maggior parte dei casi compare in modo improvviso dopo un evento acuto, ma può anche svilupparsi gradualmente in presenza di malattie neurologiche.

Le principali cause dell’afasia includono:

  • ictus cerebrale: quando il flusso di sangue si interrompe in un’area del cervello, le cellule nervose smettono di funzionare compromettendo la funzione linguistica;
  • traumi cranici: un colpo violento alla testa può danneggiare le regioni cerebrali legate al linguaggio, portando a un’afasia più o meno grave a seconda dell’estensione della lesione;
  • infezioni o infiammazioni: encefaliti, meningiti o altre condizioni infiammatorie possono danneggiare le aree cerebrali coinvolte nella comunicazione;
  • tumori cerebrali: la crescita anomala di una massa può comprimere o danneggiare i centri del linguaggio, causando sintomi simili a quelli di un ictus;
  • malattie neurodegenerative: patologie come l’Alzheimer o la demenza frontotemporale possono causare una perdita progressiva delle capacità linguistiche, nota come afasia primaria progressiva.

L’identificazione della causa è fondamentale per pianificare il percorso terapeutico più adatto e per definire le possibilità di recupero. 

Inoltre, consente di distinguere l’afasia da altri disturbi, tra cui alcuni disturbi del neurosviluppo, che possono presentare sintomi simili ma differiscono per origine, decorso e modalità di intervento.

Come si diagnostica l’afasia?

La diagnosi dell’afasia si basa sull’osservazione diretta dei sintomi, sulla raccolta della storia clinica e sull’uso di esami specifici. 

Il primo passo nella diagnosi, infatti, è il colloquio clinico. Il medico o il neurologo osserva come la persona risponde a domande semplici, come costruisce le frasi e se riesce a comprendere istruzioni verbali. Durante il colloquio, si valuta anche la capacità di denominare oggetti, ripetere parole o frasi e scrivere brevi testi. Queste osservazioni aiutano a capire quali aree del linguaggio sono compromesse.

Come si diagnostica l’afasia

Esami strumentali

Dopo il colloquio, vengono prescritti esami strumentali per identificare la sede e l’estensione del danno cerebrale. I principali strumenti utilizzati sono:

  • risonanza magnetica (RM): mostra le lesioni nelle aree del cervello coinvolte nel linguaggio;
  • tomografia computerizzata (TC): utile per individuare rapidamente danni da ictus o traumi;
  • elettroencefalogramma (EEG): in alcuni casi, analizza l’attività elettrica cerebrale;
  • valutazioni neuropsicologiche: servono per approfondire il profilo linguistico e cognitivo.

Questi esami completano il quadro clinico e aiutano a confermare la presenza dell’afasia, permettendo di distinguerla da altri disturbi neurologici.

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Trattamenti per l'afasia

La cura dell’afasia si basa su un percorso riabilitativo personalizzato, che mira a recuperare le funzioni linguistiche danneggiate o a trovare strategie alternative per comunicare. Il trattamento è più efficace se inizia presto, subito dopo la comparsa dei sintomi. 

La terapia coinvolge principalmente il logopedista, che guida gli esercizi per migliorare il linguaggio, e il neurologo, che monitora la condizione neurologica del paziente. Oltre queste due figure, collaborano anche il neuropsicologo, per supportare le funzioni cognitive, e lo psicologo, per gestire l’aspetto emotivo.

Terapia del linguaggio

La terapia del linguaggio è l’intervento principale per il trattamento dell’afasia. Il logopedista lavora con il paziente per stimolare le capacità residue e migliorare le abilità compromesse. Gli esercizi si concentrano su:

  • ripetizione di parole e frasi semplici;
  • denominazione di oggetti e immagini;
  • comprensione del linguaggio parlato e scritto;
  • scrittura guidata di parole, frasi e testi brevi.
  • metodi e strumenti di comunicazione alternativi, a seconda della gravità del disturbo. 

Supporto psicoterapeutico

L’afasia non incide solo sulla capacità di comunicare, ma può avere un forte impatto emotivo. Frustrazione, ansia, senso di isolamento e perdita di fiducia in sé stessi sono reazioni frequenti, sia per la persona che ne è colpita sia per i familiari. Per questo, il supporto psicoterapeutico rappresenta una parte importante del percorso di cura.

Lo psicoterapeuta interviene per favorire l’accettazione del disturbo, migliorare l’autostima e la motivazione, oltre a fornire strumenti per gestire lo stress e i cambiamenti nelle relazioni interpersonali. Questo tipo di sostegno favorisce anche una maggiore continuità nelle terapie riabilitative e contribuisce al benessere complessivo della persona.

Se convivi con l’afasia e senti il bisogno di un supporto emotivo, puoi rivolgerti ai nostri psicoterapeuti di Serenis: attraverso un percorso dedicato, ti aiuteranno a gestire le difficoltà psicologiche e a migliorare la qualità della vita quotidiana. Il primo colloquio è gratuito e può essere richiesto compilando il questionario online; le sedute successive hanno un costo di 49 euro.

Fonti:

Bibliografia

Primary progressive aphasia: a clinical approach. — Journal of neurology, 265(6), pp. 1474-1490.

Marshall, C. R., Hardy, C. J. D., Volkmer, A., Russell, L. L., Bond, R. L., Fletcher, P. D., Clark, C. N., Mummery, C. J., Schott, J. M., Rossor, M. N., Fox, N. C., Crutch, S. J., Rohrer, J. D., Warren, J. D. (2018)

Diagnosing and managing post-stroke aphasia. — Expert review of neurotherapeutics, 21(2), pp. 221-234

Sheppard, S. M., Sebastian, R. (2021)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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