Acufene da stress: quanto dura e come ridurlo

L'acufene da stress o ansia è una percezione uditiva legata all'attivazione del sistema nervoso. Comprenderne le cause e l'andamento aiuta a ridurre il disagio quotidiano. Se la tensione incide sulla tua vita, i professionisti di Serenis possono offrirti il supporto necessario.
Scritto daAgnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato28 settembre 2026
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Aggiornato28 settembre 2026
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Acufene da stress - giovane donna che si preme l'orecchio

Punti chiave:

  • Cos'è: un fischio o ronzio percepito senza stimolo esterno, legato all'attivazione del sistema nervoso da stress/ansia più che a un problema strutturale dell'orecchio.
  • Quanto dura: spesso migliora quando si riduce il livello di stress/ansia sottostante, ma può diventare persistente se la causa non viene affrontata. Non esiste un tempo fisso valido per tutti.
  • Perché peggiora la sera: con meno rumori di sottofondo e più stanchezza accumulata, il cervello nota di più il ronzio, ma non significa che stia peggiorando in senso clinico.
  • Cosa aiuta davvero: gestire la causa (stress/ansia) più che cercare "il rimedio" per il sintomo isolato.

Cos'è l'acufene psicosomatico e come riconoscere che è da stress

Con i termini acufene da stress o psicosomatico si indica comunemente un acufene la cui comparsa, intensità o percezione sembra essere influenzata da periodi di forte stress o ansia. Non significa che il suono sia frutto della nostra immaginazione.

Stress e acufene possono influenzarsi attraverso diversi meccanismi: l'attivazione del sistema nervoso autonomo e dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), insieme all'interazione tra circuiti uditivi e aree coinvolte nelle emozioni e nell'attenzione, può contribuire a rendere l'acufene più evidente o fastidioso.

Un indizio per riconoscerlo può essere il suo andamento fluttuante, con peggioramenti nei periodi di maggiore tensione emotiva e miglioramenti quando questa diminuisce. Possono comparire anche tensione cervicale o mandibolare e disturbi del sonno, ma nessuno di questi elementi permette di stabilire da solo che la causa sia lo stress.

Per questo, soprattutto alla prima comparsa, ti consigliamo vivamente una valutazione otorinolaringoiatrica e audiologica per escludere altre possibili cause.

Uomo che si copre la testa con la coperta

Come capire se è stress o ansia

Sia lo stress che l’ansia possono influenzare l'acufene e spesso si sovrappongono: distinguerli dipende soprattutto da ciò che sta alimentando lo stato di attivazione emotiva.

Lo stress tende a essere collegato a una situazione riconoscibile: un periodo lavorativo intenso, un problema familiare o un evento particolarmente stressante aumentano il cortisolo, che a sua volta può alterare l’omeostasi della coclea e del cervello, causando acufene, come osservato su uno studio del 2022 pubblicato su Scientific Reports.

Se la tensione diminuisce quando la situazione si risolve, anche le variazioni dell'acufene possono diventare più facili da mettere in relazione con quel periodo.

L'ansia, invece, può continuare anche quando non è presente un pericolo o un problema immediato. Può comprendere preoccupazione anticipatoria, difficoltà a rilassarsi e una maggiore attenzione alle sensazioni corporee.

Proprio per la sua natura, potrebbe agire come fattore di mantenimento, mantenendo il cervello in continuo stato di vigilanza, impedendo al sistema uditivo di “filtrare” il segnale dell’acufene, come osservato in un altro studio osservazionale del 2022, pubblicato su Noise and Health.

Nella pratica, però, non è sempre possibile stabilire dei confini netti tra le due condizioni. L'acufene stesso può diventare fonte di preoccupazione e aumentare l'attenzione rivolta al suono, alimentando un circolo vizioso. Per questo non è possibile stabilire autonomamente se un acufene sia “solo ansia”: prima di attribuirlo a fattori psicologici dobbiamo escludere eventuali cause mediche.

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Quanto può durare l'acufene da stress e perché a volte non va più via

Non esiste una durata prestabilita dell'acufene legato allo stress: può attenuarsi quando diminuisce la tensione, ma in alcune persone può persistere anche più a lungo.

La classificazione dell'acufene in base alla durata viene approfondita nell'articolo medico dedicato. Nel rapporto con lo stress dobbiamo invece osservare come cambia il sintomo nel tempo e se le sue variazioni coincidono con periodi di maggiore o minore tensione.

L'acufene può inoltre alimentare un circolo difficile da interrompere: il suono genera preoccupazione, la preoccupazione aumenta l'attenzione nei suoi confronti e il sintomo viene percepito come sempre più presente. La letteratura mostra infatti una relazione bidirezionale tra stress e acufene, anche se non permette di attribuire automaticamente allo stress la persistenza del sintomo (Patil et al., 2023).

Un’altra causa ipotizzata dalla letteratura è l’apprendimento neurale: se il cervello interpreta l’acufene come un segnale di pericolo, rinforza le connessioni sinaptiche dedicate a quel suono per “monitorarlo” meglio (Kapolowicz & Thompson, 2020).

Se l'acufene non passa, quindi, non significa necessariamente che lo stress abbia provocato un danno permanente. Una persistenza o un cambiamento del sintomo richiedono una valutazione clinica, mentre la componente di stress e ansia può essere affrontata in modo parallelo.

L'acufene può essere un sintomo di depressione?

L'acufene non è un sintomo diagnostico della depressione, ma le due condizioni possono essere associate e influenzarsi reciprocamente, soprattutto quando l'acufene provoca un forte disagio.

Uno studio condotto su 102 persone con acufene primario, pubblicato sull'Ear, Nose & Throat Journal, ha rilevato una correlazione significativa tra il livello di disagio causato dall'acufene e i sintomi depressivi. 

La relazione, tuttavia, è complessa. La depressione può modificare l'attenzione, il sonno e il modo in cui vengono percepiti e vissuti i sintomi fisici; allo stesso tempo, convivere con un acufene persistente e invalidante può avere conseguenze sul benessere psicologico.

Avere un acufene, quindi, non significa soffrire di depressione, così come la sua comparsa non permette di diagnosticarla. Se sono presenti sintomi depressivi persistenti, è importante valutarli separatamente con un professionista.

Giovane uomo che si preme l'orecchio per l'acufene

Perché l'acufene da stress peggiora la sera

La sera l'acufene può sembrare più intenso perché diminuiscono i rumori ambientali che lo mascherano e aumenta l'attenzione disponibile per percepirlo.

Durante il giorno siamo circondati da conversazioni, traffico, attività e altri suoni. Questi stimoli possono mascherare parzialmente l'acufene oppure spostare l'attenzione verso ciò che stiamo facendo. Quando l'ambiente diventa silenzioso, soprattutto al momento di coricarsi, il contrasto tra il rumore di fondo e l'acufene aumenta e il suono può emergere con maggiore evidenza.

Una review pubblicata nel 2024 sul Journal of the Association for Research in Otolaryngology conferma che i suoni esterni, l'attenzione, lo stress e il sonno possono modificare la percezione dell'acufene. Gli autori sottolineano che anche la distrazione può portare il sintomo in secondo piano.

Percepirlo maggiormente la sera, quindi, non significa necessariamente che l'acufene stia peggiorando: può essere cambiato il contesto in cui il cervello lo percepisce.

Come ridurre l'acufene da stress: cosa fare davvero

Per ridurre l'impatto dell'acufene da stress possiamo intervenire sia sull'ambiente sonoro sia sulla tensione emotiva, affiancando una valutazione clinica quando il disturbo persiste.

Ecco alcune strategie possono aiutarti a ridurre il disagio:

  • evitare il silenzio assoluto, soprattutto la sera, utilizzando un sottofondo sonoro piacevole e non invasivo, come i rumori bianchi;
  • ridurre lo stress, attraverso tecniche di respirazione, rilassamento o mindfulness;
  • curare il sonno, mantenendo per quanto possibile orari regolari e una routine serale;
  • proteggere l'udito dai rumori intensi, senza però isolarsi inutilmente dai normali suoni quotidiani;
  • affrontare ansia e preoccupazione legate all'acufene, anche attraverso un percorso psicologico.

Tra gli interventi psicologici, la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è quella con le evidenze più consolidate, in quanto può ridurre l'impatto negativo dell'acufene sulla qualità della vita, pur non essendo una terapia finalizzata necessariamente ad eliminare il suono.

Per trattamenti medici, farmacologici e tecniche specifiche è invece opportuno fare riferimento alla valutazione specialistica e all'approfondimento medico dedicato all'acufene, che abbiamo linkato in precedenza.

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L'acufene da stress può sparire da solo?

Sì, l'acufene associato a un periodo di stress può attenuarsi o scomparire quando diminuisce lo stato di tensione che contribuisce a renderlo più evidente. In altri casi può persistere, soprattutto quando stress, preoccupazione e attenzione rivolta al sintomo continuano ad alimentarsi reciprocamente.

Se l'acufene non passa o cambia caratteristiche, consigliamo comunque di rivolgersi a un medico per valutarne le possibili cause. Nell'approfondimento medico sull'acufene trovi maggiori informazioni sul suo andamento e sulla possibilità che si risolva spontaneamente.

Il consiglio dello psicologo

Quando un suono ci preoccupa, è naturale controllare se sia ancora presente: ci fermiamo ad ascoltarlo, confrontiamo la sua intensità con il giorno precedente e cerchiamo di capire se stia migliorando. Il problema è che più monitoriamo una sensazione, più spazio le concediamo nella nostra attenzione. Questo non significa che l'acufene sia immaginario o che dipenda dalla nostra volontà, ma che possiamo lavorare anche sul rapporto che abbiamo con il sintomo. Ridurre lo stress, recuperare le normali attività e imparare a spostare l'attenzione senza combattere continuamente il suono può aiutare a diminuire il peso che l'acufene assume nella vita quotidiana.

Fonti:

Sitografia

Hair-cortisol and hair-BDNF as biomarkers of tinnitus loudness and distress in chronic tinnitus.

Scientific Reports, 12(1), 1934.

Evaluation of Anxiety Sensitivity, Anxiety, Depression, and Attention Deficit Hyperactivity Disorder in Patients with Tinnitus.

Noise and Health, 24(112)

The association between stress, emotional states, and tinnitus: a mini-review.

Frontiers in Aging Neuroscience, 15, 1131979.

Plasticity in limbic regions at early time points in experimental models of tinnitus.

Frontiers in Systems Neuroscience, 13, 88.

Correlation between tinnitus handicap and depression and anxiety scores.

Ear Nose & Throat Journal, 104(8)

Tinnitus: Clinical Insights in its Pathophysiology-A Perspective.

Journal of the Association for Research in Otolaryngology, 25(3)

Alcune domande che potresti avere sull'acufene da stress

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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Domenico De DonatisPsichiatra
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Milano n° 51304, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.
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