Remeron: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Remeron è un antidepressivo che agisce su specifici neurotrasmettitori cerebrali ed è utilizzato soprattutto nel trattamento di alcuni disturbi dell'umore.

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Remeron

Cos'è il Remeron?

Il Remeron è un antidepressivo appartenente al gruppo dei NaSSA (Noradrenergic and Specific Serotoninergic Antidepressant), utilizzato in ambito psichiatrico da alcuni decenni. Il principio attivo del Remeron  è la mirtazapina, una molecola sviluppata per modulare selettivamente la neurotrasmissione monoaminergica centrale. Dal punto di vista regolatorio, si tratta di un prodotto soggetto a prescrizione medica, impiegato principalmente per il trattamento della depressione maggiore negli adulti.

Il farmaco Remeron è commercializzato sotto forma di compresse rivestite o orodispersibili, disponibili in diversi dosaggi, e viene prodotto nel rispetto degli standard di qualità e sicurezza definiti dalle autorità sanitarie europee e internazionali. In Italia, viene commercializzato dall'azienda Organon Italia. Talvolta, per errore fonetico o di trascrizione, viene indicato come Rameron, ma tale denominazione non è corretta.

A cosa serve il Remeron?

Il quesito a cosa serve il Remeron è molto frequente tra i pazienti e gli operatori sanitari. Allo stato attuale, ecco i principali utilizzi del farmaco.

  • Depressione maggiore: il medicinale è indicato soprattutto per il trattamento degli episodi di depressione, in particolar modo quando associati a insonnia, perdita di appetito o ansia significativa. Pertanto, chiunque si chieda a cosa serve il Remeron, deve sapere che l'obiettivo del farmaco è quello di  , al fine di migliorare il tono dell'umore, la qualità del sonno e il benessere generale. Diverse linee guida internazionali e studi clinici confermano come la mirtazapina, principio attivo del Remeron, sia efficace nel migliorare i sintomi della depressione, inclusa la disforia, l'apatia, l'anedonia e la riduzione dell'interesse per le attività quotidiane. Viene considerato un'alternativa valida ad altri antidepressivi, tra cui gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), soprattutto nei pazienti con risposta insufficiente ad altri trattamenti. Studi clinici mostrano che i dosaggi standard (tipicamente compresi tra 15 e 45 mg/die) producono miglioramenti significativi nei sintomi depressivi rispetto al placebo. Inoltre, nel corso del tempo, Remeron si è dimostrato efficace in diversi contesti clinici, tra cui la depressione nei pazienti anziani  e in quelli con scarsa risposta agli antidepressivi standard.
  • Disturbi d'ansia: si tratta di uno dei principali utilizzi off-label del farmaco. Remeron ha mostrato una certa efficacia nella cura del disturbo d'ansia generalizzato, nei disturbi di panico, nel disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e nelle fobie sociali. Sebbene alcuni studi preliminari riportino numerosi benefici, le evidenze scientifiche sono ancora limitate e spesso derivate da ricerche con dimensioni limitate
  • Disturbi ossessivo-compulsivi e fobie: alcune evidenze preliminari suggeriscono potenziali benefici in questo ambito, sebbene siano necessari studi più ampi e controllati 
  • Disturbi del sonno e insonnia: l'azione antagonista sui recettori istaminici H1 contribuisce all'effetto sedativo del farmaco, che viene talvolta sfruttato nei pazienti depressi che lamentano difficoltà a prendere sonno. Uno studio clinico recente ha dimostrato come dosaggi bassi di mirtazapina
  • Appetito e metabolismo: questo farmaco può stimolare l'appetito e favorire l'aumento di peso nei pazienti con scarso appetito correlato a depressione o altre condizioni. Non è un caso se il Remeron trova impiego anche nel trattamento di alcuni disturbi alimentari collegati a depressione sottostante (anoressia e bulimia), in virtù delle sue spiccate proprietà appetito stimolanti e antiemetiche
A cosa serve il Remeron

Come funziona il Remeron?

Il meccanismo d'azione della mirtazapina è peculiare rispetto agli altri antidepressivi. Essa, infatti, agisce come antagonista dei recettori alfa-2 adrenergici presinapticiaumentando il rilascio di noradrenalina e serotonina. Inoltre, blocca selettivamente alcuni sottotipi dei recettori serotoninergici (5-HT2 e 5-HT3).

Questa combinazione di effetti spiega sia l'efficacia antidepressiva che il profilo di tollerabilità, caratterizzato da una minore incidenza di nausea e disfunzioni sessuali rispetto ad altri antidepressivi. L'azione antagonista sui recettori istaminici H1 è invece responsabile dell'effetto sedativo, più marcato alle basse dosi.

Posologia: come si assume il Remeron?

La posologia del Remeron deve essere stabilita dal medico in base alle caratteristiche cliniche del paziente, alla gravità dei sintomi e alla presenza di eventuali condizioni concomitanti. In ogni caso, le indicazioni di base relative al dosaggio raccomandato derivano da studi clinici controllati e linee guida psichiatriche internazionali, che ne hanno definito range terapeutico e modalità di somministrazione.

  • Dosaggio iniziale e range terapeutico: per il trattamento del disturbo depressivo maggiore, la dose iniziale di Remeron raccomandata è pari a 15 mg al giorno, da assumere in un'unica somministrazione, preferibilmente di sera poco prima di coricarsi. Questa strategia di somministrazione è consigliata in virtù degli effetti sedativi della mirtazapina, che possono favorire il sonno durante le prime settimane di terapia. Il medico è tenuto a valutare la risposta clinica e il grado di tollerabilità del paziente dopo le prime settimane di terapia. La posologia terapeutica efficace si colloca generalmente tra 15 e 45 mg al giorno. Nei pazienti che non rispondono adeguatamente alla dose da 15 mg dopo un periodo di trattamento sufficiente (in genere settimane), è possibile considerare un aumento del dosaggio fino a 30 mg.
  • Impiego di dosaggi specifici: come accennato in precedenza, Remeron 15 mg viene utilizzato come dose di avvio. Al contrario, dosaggi quali Remeron 30 mg possono essere utilizzati quando la sintomatologia depressiva è più persistente o quando la risposta alla dose iniziale è stata parziale ma non del tutto soddisfacente. In alcuni casi, però, il medico può decidere di cominciare con un dosaggio inferiore (ad esempio 7,5 mg/die), soprattutto se il paziente mostra particolare sensibilità agli effetti sedativi del farmaco (come spesso avviene negli anziani e nelle persone con marcata ansia o disturbi del sonno cronici)
  • Popolazioni speciali: nei pazienti anziani e nei soggetti con compromissione epatica o renale, la clearance della mirtazapina può risultare rallentata. In questi casi, è prudente iniziare con dosaggi inferiori (ad esempio 7,5 o 15 mg al giorno) e aumentare gradualmente la dose, allo scopo di ridurre il rischio di effetti avversi
  • Durata del trattamento e sospensione: la durata della terapia antidepressiva con Remeron deve essere personalizzata. In genere, ai pazienti con depressione maggiore è raccomandato un trattamento di almeno 6 mesi dopo la remissione dei sintomi, onde ridurre il rischio di recidive
Posologia come si assume il Remeron

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere il Remeron?

Prima di iniziare una terapia a base di Remeron, è essenziale valutare alcune avvertenze, basate su evidenze scientifiche e linee guida approvate dalle autorità sanitarie di tutto il mondo. Eccole indicate di seguito.

  • Ipersensibilità al principio attivo: la controindicazione principale è costituita dall'ipersensibilità nota alla mirtazapina o a uno qualsiasi degli eccipienti presenti nel medicinale. In questi casi, si raccomanda di non procedere col trattamento, poiché sono state osservate reazioni allergiche anche gravi, incluse dermatiti esfoliative e sindrome DRESS (i cui sintomi includono febbre, eruzione cutanea, linfadenopatia ed eosinofilia)
  • Interazioni farmacologiche: la mirtazapina può interagire con diversi medicinali, influenzandone gli effetti o aumentandone la tossicità. Una controindicazione fondamentale riguarda l'uso concomitante del farmaco con gli inibitori delle monoaminossidasi (MAO). L'associazione della mirtazapina con questi farmaci può aumentare significativamente il rischio di sindrome serotoninergica, condizione assai pericolosa, che richiede immediata assistenza medica. L'uso concomitante con depressivi del sistema nervoso centrale come le benzodiazepine e l'alcol, invece, può amplificare gli effetti sedativi della mirtazapina, con potenziale compromissione della vigilanza psicomotoria e delle capacità di guida. È necessario evitare anche analgesici, oppioidi, alcuni antibiotici, anticonvulsivanti e antidepressivi serotoninergici , in grado di aumentare il rischio di effetti indesiderati o sindrome serotoninergica.
  • Rischi sulla salute mentale: è fondamentale monitorare attentamente i pazienti che assumono Remeron, onde evitare un peggioramento dei sintomi depressivi e la comparsa di ideazione suicidaria, possibile soprattutto durante le prime settimane di terapia o in seguito a variazioni del dosaggio. Questo rischio è particolarmente documentato nei soggetti giovani al di sotto dei 25 anni e nei pazienti con una storia di disturbi dell'umore.
  • Popolazioni a rischio e condizioni mediche concomitanti: il medico deve valutare con particolare attenzione la presenza di condizioni cliniche che possono influire sulla sicurezza del trattamento. Innanzitutto, è necessario che si accerti della presenza di disturbi cardiovascolari o ipotensione ortostatica, i quali possono essere aggravati dalla mirtazapina a causa della sua attività. È altrettanto importante valutare l'uso del farmaco sui soggetti con storia di convulsioni. In caso di compromissione epatica o renale, invece, la clearance del farmaco può risultare più lenta del normale, rendendo necessari aggiustamenti posologici e un monitoraggio più frequente. Il glaucoma ad angolo chiuso è un'altra condizione in cui l'uso della mirtazapina può rappresentare un rischio, a causa dei potenziali effetti di dilatazione pupillare che possono favorire eventuali attacchi acuti. Infine, va sottolineato come nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni, la mirtazapina sia altamente sconsigliata. Ciò dipende non solo dalla mancanza di dati di efficacia certi, ma anche dal maggior rischio di comportamenti suicidari.
  • Gravidanza, allattamento e popolazione pediatrica: l'uso di Remeron in gravidanza o allattamento va valutato con cautela, bilanciando attentamente i benefici attesi e i potenziali effetti avversi. Alcuni dati indicano come la mirtazapina sia in grado di attraversare la barriera placentare e passare nel latte materno. Di conseguenza, la decisione va presa in accordo con lo specialista.
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Quali sono gli effetti collaterali del Remeron?

Il profilo di sicurezza della mirtazapina è ben documentato. Gli effetti collaterali più comuni sono spesso dose-dipendenti e tendono a ridursi con il proseguire della terapia. Questi possono includere:

  • sonnolenza
  • aumento dell'appetito
  • incremento ponderale
  • costipazione
  • stanchezza
  • aumento dei livelli di colesterolo
  • ipotensione

Gli  effetti collaterali del Remeron 15 mg sono prevalentemente sedativi. Chi assume il farmaco a dosaggi intermedi o più elevati (Remeron 30 mg), invece, potrebbe sperimentare effetti avversi come:

  • secchezza delle fauci
  • stipsi
  • vertigini
  • mal di testa
  • alterazioni ematologiche come l'agranulocitosi, che richiedono un immediato intervento medico (questa condizione si manifesta soltanto in casi rari)

Cosa succede per un sovradosaggio da Remeron?

Il sovradosaggio da mirtazapina è generalmente associato a:

  • sedazione marcata
  • disorientamento
  • tachicardia
  • alterazione della pressione arteriosa
  • depressione respiratoria
  • disturbi del ritmo cardiaco, soprattutto se l'assunzione del farmaco è avvenuta in concomitanza con altri farmaci o alcol

Il trattamento è sintomatico e di supporto, con monitoraggio delle funzioni vitali in ambiente ospedaliero. Non esiste un antidoto specifico, pertanto la prevenzione, possibile attraverso un uso corretto e supervisionato del medicinale, resta l'approccio più efficace.

Fonti:

Bibliografia

Mirtazapine-associated movement disorders: A literature review. — Tzu Chi Medical Journal, 32(4)

Rissardo, J., Caprara, A. F. (2020)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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