Latuda: cos'è, come funziona ed effetti collaterali
Latuda è un antipsicotico di nuova generazione utilizzato in diverse condizioni cliniche. Conoscerne caratteristiche, vantaggi e limiti permette di farne un uso consapevole, aderente alle indicazioni terapeutiche specialistiche.

Cos'è Latuda?
Latuda è un farmaco antipsicotico appartenente alla classe degli antagonisti dei recettori della dopamina e della serotonina, utilizzato principalmente nel trattamentopsicotic e, in Italia, viene usato off-label anche per i disturbi dell’umore. Il principio attivo di Latuda è il lurasidone, una molecola caratterizzata da un profilo recettoriale specifico che ne determina gli effetti clinici e gli eventuali effetti collaterali.
Il Latuda rientra tra i cosiddetti antipsicotici atipici, una classe di psicofarmaci noti per un rischio relativamente inferiore di effetti extrapiramidali rispetto ai vecchi antipsicotici tipici.
A cosa serve Latuda?
Latuda è indicato per diversi ambiti terapeutici. In particolare:
- Trattamento della schizofrenia negli adulti e negli adolescenti
- Trattamento off-label degli episodi depressivi associati al disturbo bipolare di tipo I, in monoterapia o in associazione ad altri stabilizzatori dell'umore
Quando si parla di Latuda, si fa riferimento soprattutto alla sua capacità di gestire sintomi quali allucinazioni, deliri, disorganizzazione del pensiero, agitazione, ma anche manifestazioni depressive associate ai disturbi dell'umore.
Molti pazienti riportano miglioramenti in termini di riduzione dell'intensità dei sintomi e maggiore stabilità emotiva, anche se la risposta terapeutica varia in base alla storia clinica individuale.

Come funziona Latuda?
Il meccanismo d'azione del lurasidone (nome farmacologico di Latuda) è piuttosto complesso e coinvolge diversi sistemi neurotrasmettitoriali. Per capire come funziona, è utile conoscere i suoi principali bersagli recettoriali:
- Antagonismo dei recettori dopaminergici D2: in questo modo, riduce sintomi psicotici quali deliri e allucinazioni
- Antagonismo dei recettori serotoninergici 5-HT2A: grazie a tali proprietà, contribuisce a ridurre gli effetti extrapiramidali e a migliorare il tono dell'umore
- Agonismo parziale dei recettori 5-HT1A: in tal modo, favorisce gli effetti ansiolitici e stabilizzatori dell'umore
- Antagonismo dei recettori 5-HT7: grazie a questa caratteristica offre potenziali benefici sui sintomi depressivi e cognitivi
Questa combinazione recettoriale spiega perché Latuda venga utilizzato off-label anche negli episodi depressivi bipolari, oltre che nella schizofrenia. In molti casi, Latuda presenta un rischio più contenuto di effetti metabolici rispetto ad altri antipsicotici atipici, sebbene ciò non riduca la necessità di monitoraggi regolari.
Posologia: come si assume Latuda?
La posologia di Latuda varia in base alla diagnosi, alla risposta clinica e alla tollerabilità individuale. In genere:
- Per la schizofrenia, il dosaggio iniziale è spesso compreso tra 37 e 74 mg al giorno, con possibilità di arrivare fino a 148 mg
- Per la depressione bipolare off-label, la dose iniziale si colloca tra 18,5 e 37 mg, con incrementi graduali in base a quanto rilevato durante le successive valutazioni cliniche
È fondamentale assumere il farmaco durante uno dei pasti principali (almeno 350 kcal), poiché il cibo aumenta significativamente la biodisponibilità del lurasidone, migliorandone l'efficacia. Se non si assume assieme al cibo, la dose assorbita può diminuire fino alla metà. L'assunzione deve avvenire una volta al giorno, preferibilmente sempre alla stessa ora, così da mantenere stabili i livelli plasmatici del principio attivo.
È importante non modificare la dose, non sospendere bruscamente il trattamento e non assumere il farmaco senza un attento confronto con il proprio medico curante. Molti pazienti desiderano sapere dopo quanto fa effetto Latuda: la risposta è varia, ma i primi benefici sono visibili già dopo 2–4 settimane, con un miglioramento significativo entro le 6–8 settimane.
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Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere Latuda?
Come tutti gli antipsicotici, anche Latuda impone alcune precauzioni. Ecco le principali:
- Monitoraggio cardiovascolare: il lurasidone può influenzare la frequenza cardiaca e determinare, in rari casi, un allungamento dell'intervallo QT. Pertanto, il medico deve valutare la necessità di ECG nei pazienti a rischio.
- Metabolismo e peso: sebbene il profilo metabolico sia considerato più favorevole rispetto a quello di altri antipsicotici atipici, è comunque necessario tenere sotto controllo peso, glicemia e lipidi.
- Sonnolenza: latuda può provocare sonnolenza o riduzione della vigilanza, motivo per cui la prudenza nelle attività che richiedono concentrazione è fondamentale.
- Interazioni farmacologiche: poiché viene metabolizzato soprattutto dall'enzima CYP3A4, non può essere assunto insieme a inibitori o induttori forti di questo enzima (es. ketoconazolo, carbamazepina, rifampicina e succo di pompelmo).
- Gravidanza e allattamento: l'uso in gravidanza va valutato caso per caso; durante l'allattamento il farmaco è sconsigliato per mancanza di dati sufficienti.
- Compromissione epatica o renale: nei pazienti con insufficienza epatica o renale può rendersi necessario un aggiustamento del dosaggio.
Quali sono gli effetti collaterali di Latuda?
Il lurasidone ha effetti collaterali che possono variare per intensità e frequenza. Tra i più comuni figurano:
- Sonnolenza o sedazione
- Nausea
- Aumento dell'appetito
- Ansia o agitazione
- Capogiri
- Disturbi del sonno
- Sintomi extrapiramidali lievi, come rigidità o tremori
- Aumento di peso (meno frequente rispetto ad altri antipsicotici)
In rari casi possono verificarsi:
- Alterazioni metaboliche
- Discinesia tardiva
- Sindrome neurolettica maligna (evento raro ma grave)
- Ipotensione ortostatica
- Alterazioni dell'umore
Il monitoraggio clinico regolare permette di identificare tempestivamente eventuali reazioni avverse e modificare la terapia quando necessario.
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