Imipramina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

L'imipramina è un antidepressivo triciclico utilizzato da decenni per trattare depressione, ansia ed enuresi notturna. Comprenderne meccanismo d'azione, indicazioni terapeutiche, possibili rischi ed effetti collaterali è fondamentale per garantire un impiego realmente consapevole e clinicamente appropriato.

|
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito
Imipramina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

L'imipramina è un antidepressivo triciclico utilizzato da decenni per trattare depressione, ansia ed enuresi notturna. Comprenderne meccanismo d'azione, indicazioni terapeutiche, possibili rischi ed effetti collaterali è fondamentale per garantire un impiego realmente consapevole e clinicamente appropriato.

Cos'è l'imipramina?

L'imipramina è un farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi triciclici (TCA), una delle prime categorie di medicinali sviluppate per il trattamento della depressione. Sebbene oggi siano disponibili altri antidepressivi, tra cui SSRI e SNRI, l'imipramina continua ad essere utilizzata in specifiche condizioni cliniche, in virtù della sua efficacia consolidata.

Fu introdotta negli anni '50 e da allora ha rappresentato un punto di riferimento nel trattamento della depressione maggiore, di alcuni disturbi legati all'ansia e di problematiche urologiche come l'enuresi notturna nei bambini e negli adolescenti.

Ma qual è il nome commerciale più diffuso dell’'imipramina? La molecola è commercializzata sotto diversi nomi, tra cui TofranilPraminil e Janimine. Tuttavia, in Italia e in molti altri Paesi il più diffuso è il Tofranil.

A cosa serve l'imipramina

A cosa serve l'imipramina?

L'imipramina viene impiegata principalmente nel trattamento della depressione maggiore, soprattutto nelle forme caratterizzate da forte rallentamento psicomotorio, perdita di interesse, difficoltà di concentrazione e marcata astenia.

Proprio per queste caratteristiche, nel corso degli anni è stata prescritta come trattamento di riferimento, in particolare prima della diffusione di SSRI come il Citalopram (a titolo informativo contestuale, è utile ricordare Citalopram a cosa serve: anch'esso viene utilizzato per trattare depressione e disturbi d'ansia, ma è un antidepressivo più recente e con un diverso profilo di tollerabilità).

Oltre alla depressione, l'imipramina trova impiego nel trattamento di:

  • disturbi d'ansia e in particolare nella componente somatica dell'ansia generalizzata
  • attacchi di panico, sebbene oggi siano preferite altre molecole più performanti
  • dolore neuropatico, come supporto off-label in alcuni casi specifici
  • enuresi notturna nei bambini e negli adolescenti, ma soltanto quando altre terapie non farmacologiche risultano inefficaci

In ognuno di questi contesti la prescrizione deve essere valutata da un medico specialista, anche perché gli antidepressivi triciclici richiedono un'attenzione particolare nella scelta del dosaggio e nel monitoraggio del paziente.

Come funziona l'imipramina?

L'imipramina agisce interferendo con i meccanismi neurochimici che regolano l'umore. In particolare, inibisce la ricaptazione di serotonina e noradrenalina a livello delle sinapsi. Ciò significa che aumenta la disponibilità di entrambi i neurotrasmettitori nello spazio sinaptico, facilitandone l'azione e contribuendo a migliorare tono dell'umore, energia, motivazione e funzioni cognitive.

Rispetto a molecole più recenti, l'imipramina agisce anche su altri recettori (muscarinici, istaminergici e adrenergici). Proprio questa caratteristica è alla base della sua efficacia terapeutica, ma anche della comparsa di alcuni effetti collaterali tipici dei triciclici. 
La sua azione non è immediata: i benefici completi possono emergere dopo 2–4 settimane dall'inizio del trattamento, mentre alcuni effetti avversi (tra cui la sedazione) possono manifestarsi più rapidamente.

Posologia: come si assume l'imipramina?

La posologia varia notevolmente in base alla condizione clinica, all'età e alla risposta individuale. In genere si parte con un dosaggio basso, che viene incrementato progressivamente qualora necessario.

Per la depressione, la terapia può iniziare con 25–50 mg al giorno, suddivisi in più somministrazioni, fino a raggiungere una dose efficace che in molti pazienti oscilla tra 75 e 150 mg al giorno. Le compresse vengono solitamente assunte durante o dopo i pasti, al fine di ridurre il rischio di irritazione gastrica.

Nel trattamento dell'enuresi notturna, invece, i dosaggi sono inferiori e vengono adattati all'età del bambino e alla risposta del paziente alla terapia. L'utilizzo del farmaco in età pediatrica richiede un attento monitoraggio medico e non costituisce mai la prima scelta.

Essendo l'imipramina un antidepressivo triciclico, è essenziale non interrompere bruscamente la terapia, ma sospendere gradualmente sotto supervisione medica. Ciò può contribuire ad evitare sintomi di astinenza o un peggioramento della sintomatologia depressiva.

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere l'imipramina?

L'imipramina è un farmaco efficace, ma il suo impiego richiede cautela. Prima di iniziare la terapia, è necessario informare il medico circa eventuali patologie pregresse. 
L'imipramina deve essere utilizzata con particolare attenzione in caso di:

  • patologie cardiache, quali aritmie, blocchi cardiaci o storia di infarto, poiché può modificare la conduzione cardiaca
  • glaucoma ad angolo chiuso, per il rischio di peggioramento
  • ipertrofia prostatica, per gli effetti anticolinergici che possono aggravare la ritenzione urinaria
  • disturbi convulsivi, poiché può abbassare la soglia epilettogena
  • insufficienza epatica, che può modificare il metabolismo del farmaco

L'imipramina può inoltre interagire con alcuni medicinali, tra cui altri antidepressivi, farmaci antiaritmici, antistaminici sedativi, benzodiazepine e anticoagulanti. In particolare, è fondamentale evitare l'assunzione contemporanea con inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO): tale combinazione, infatti, può rivelarsi molto pericolosa e causare crisi ipertensive o sindrome serotoninergica.

Effetti collaterali dell'imipramina

Effetti collaterali dell'imipramina

Come tutti i farmaci, anche l'imipramina può provocare effetti collaterali, sebbene non è detto che si manifestino in ogni paziente. I più comuni includono:

  • sonnolenza e rallentamento dei riflessi, soprattutto durante le prime settimane di trattamento. Per questo motivo, potrebbe essere prudente evitare la guida o l'uso di macchinari pericolosi
  • secchezza delle fauci, tipica dell'effetto anticolinergico
  • stipsi, dovuta allo stesso meccanismo
  • tachicardia o palpitazioni
  • difficoltà di minzione
  • aumento dell'appetito e, in alcuni casi, del peso corporeo
  • sudorazione abbondante
  • capogiri o ipotensione ortostatica, soprattutto nei primi giorni di trattamento

Infine, nelle persone particolarmente sensibili, possono verificarsi effetti più rari, come alterazioni della conduzione cardiacadisturbi dell'umore con viraggio verso irritabilità marcata o iperattività, aumento della pressione oculare nei soggetti predisposti e reazioni allergiche cutanee.

Gli effetti collaterali tendono a ridursi progressivamente con l'adattamento dell'organismo al farmaco, ma eventuali sintomi persistenti devono essere riferiti al medico, che può valutare un aggiustamento del dosaggio o un cambio di terapia. Un'attenzione particolare va riservata ai pazienti anziani, più sensibili agli effetti anticolinergici e cardiovascolari.

Cosa succede per un sovradosaggio di imipramina?

Il sovradosaggio di imipramina è una condizione grave, che richiede un intervento medico immediato. Gli antidepressivi triciclici, infatti, hanno un margine terapeutico relativamente ristretto e l'assunzione di dosi eccessive può essere pericolosa. I sintomi di sovradosaggio possono includere:

  • aritmie cardiache potenzialmente gravi
  • convulsioni
  • stato confusionaleagitazionecoma
  • ipotensione marcata
  • depressione respiratoria
  • alterazioni della temperatura corporea

In pronto soccorso, il trattamento è di supporto e mira a stabilizzare le funzioni vitali, con monitoraggio cardiaco continuo e somministrazione di farmaci specifici in caso di alterazioni del ritmo. Non esiste un antidoto specifico per l'imipramina. Proprio per questo motivo è essenziale attenersi scrupolosamente alle dosi prescritte e tenere il farmaco fuori dalla portata dei bambini.

Considerazioni finali sull'uso di imipramina

L'imipramina rappresenta uno dei capisaldi della storia degli antidepressivi e continua a essere una risorsa valida in precise condizioni cliniche. Tuttavia, il suo impiego richiede una valutazione attenta del rapporto rischi-benefici, soprattutto in pazienti con condizioni cardiache o altre patologie che potrebbero aumentare la probabilità di effetti indesiderati.

Sebbene oggi esistano alternative come gli SSRI o gli SNRI, l'imipramina mantiene un ruolo di spicco nella dotazione terapeutica moderna, in particolare nei casi in cui farmaci come il Citalopram non risultino efficaci.

Come sempre, l'assunzione di antidepressivi deve essere effettuata sotto stretta supervisione medica, con un monitoraggio regolare dei sintomi e una comunicazione trasparente dei benefici e degli eventuali effetti collaterali. 

Fonti:

Sitografia

Imipramine

StatPearls - NCBI Bookshelf

Imipramina - Humanitas Medical Care

Humanitas Medical Care

Imipramine in nocturnal enuresis

GPnotebook

Alcune domande che potresti avere
Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito