Farpenta: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Farpenta è un farmaco antipsicotico a base di olanzapina, utilizzato in ambito psichiatrico per il trattamento di specifici disturbi mentali, tra cui la schizofrenia e il disturbo bipolare (episodi maniacali e prevenzione delle recidive).

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Farpenta

Cos'è il Farpenta?

Farpenta è un medicinale a base di olanzapina, principio attivo appartenente alla classe degli antipsicotici atipici. In Italia è commercializzato dalla casa farmaceutica Sintesy Pharma S.r.l. Questa categoria di farmaci è ampiamente utilizzata nel trattamento dei disturbi psicotici e dell'umore, in virtù di un profilo di efficacia consolidato, nonché di un grado di tollerabilità generalmente più elevato rispetto a quello degli antipsicotici di prima generazione in particolare risulta avere meno effetti extrapiramidali, di contro un peggior profilo metabolico.

L'olanzapina agisce sul sistema nervoso centrale modulando l'attività di diversi neurotrasmettitori, in particolare dopamina e serotonina, coinvolti nella regolazione del pensiero, dell'umore, delle emozioni e del comportamento.

In quali formati è disponibile farpenta?

Farpenta è disponibile in tre diversi dosaggitra cui 2,5 mg, 5 mg e 10 mg, allo scopo di garantire la personalizzazione della terapia in base alle esigenze cliniche del paziente. Dal punto di vista regolatorio, è un farmaco soggetto a prescrizione medica, il cui utilizzo deve avvenire sotto stretto controllo specialistico, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento e in seguito a eventuali modifiche posologiche.

A cosa serve il Farpenta?

Per comprendere a cosa serve il Farpenta, è necessario fare riferimento alle sue indicazioni terapeutiche ufficiali. Eccole descritte di seguito:

  • Schizofrenia: farpenta è indicato principalmente per il trattamento della schizofrenia, disturbo psichiatrico cronico caratterizzato da alterazioni del pensiero, del comportamento e della percezione della realtà, che spesso si manifestano attraverso deliri e allucinazioni. L'efficacia del farmaco nella cura della schizofrenia si basa sulla sua componente attiva, l'olanzapina, che è ampiamente documentata nella letteratura psichiatrica per la gestione dei sintomi psicotici. Numerosi studi clinici hanno dimostrato come l'olanzapina riduca in maniera significativa i sintomi positivi (deliri e allucinazioni) e i sintomi generali della schizofrenia entro poche settimane dall'inizio del trattamento. Ulteriori evidenze suggeriscono come l'olanzapina sia efficace nei pazienti che non rispondono ad altri antipsicotici, nonostante non sia indicata come farmaco per schizofrenia resistente (ruolo che spetta alla clozapina.
  • Disturbo bipolare: un'ulteriore indicazione riguarda il disturbo bipolare, con particolare riferimento al trattamento degli episodi maniacali di grado moderato-severo e alla prevenzione delle ricadute nei pazienti che hanno risposto positivamente alla terapia con olanzapina. Studi clinici hanno dimostrato come il farmaco risulti efficace soprattutto nel ridurre rapidamente sintomi quali euforia patologica, agitazione, impulsività e ridotta necessità di dormire. Inoltre, l'olanzapina si è dimostrata utile nella prevenzione delle ricadute, sia maniacali che depressive, nei pazienti che hanno risposto alla fase acuta del trattamento. Grazie alla sua capacità stabilizzante sull'umore, Farpenta è considerato un'opzione terapeutica di prima linea nella gestione del disturbo bipolare nel medio e lungo termine. Può essere utilizzata sia in monoterapia, sia in associazione a stabilizzatori dell'umore quali litio e acido valproico. Rispetto all'utilizzo nella depressione bipolare questo avviene spesso in combinazione con fluoxetina (OFC).
A cosa serve il Farpenta

Come funziona il Farpenta?

Per spiegare come funziona il Farpenta, è necessario fare riferimento al meccanismo d'azione dell'olanzapina. Questo principio attivo esercita un'azione antagonista su diversi recettori cerebrali, ovvero i recettori dopaminergici D2 e i recettori serotoninergici 5-HT2A. L'iperattività dopaminergica in alcune aree cerebrali è considerata uno dei meccanismi alla base dei sintomi psicotici. Bloccando selettivamente questi recettori, l'olanzapina contribuisce a ridurre tali sintomi. L'azione sui recettori serotoninergici, invece, è associata a un miglior equilibrio tra efficacia clinica e minore incidenza di effetti extrapiramidali rispetto agli antipsicotici tradizionali. 

Olanzapina si pone inoltre come antagonista dei recettori istaminergici H1 (effetto di sedazione, aumento peso), antagonista dei recettori muscarinici M1-M5 (effetti anticolinergici, quali secchezza delle fauci, stipsi, compromissione cognitiva) e antagonista dei recettori α1-adrenergici (effetto ipotensione ortostatica).

Vale la pena sottolineare come, dal punto di vista clinico, l'effetto terapeutico di Farpenta non sia immediato: un primo miglioramento evidente dei sintomi può iniziare a manifestarsi dopo una o due settimane dall'inizio della terapia, mentre per un effetto completo è necessario attendere 10-12 settimane di trattamento continuativo. Questo andamento temporale è coerente con i dati offerti dagli studi clinici, che mostrano un progressivo riequilibrio dei sistemi dopaminergico e serotoninergico e una stabilizzazione graduale del funzionamento cognitivo ed emotivo del paziente nel corso del tempo.

Posologia: come si assume il Farpenta?

È il medico a dover stabilire la posologia di Farpenta sulla base della diagnosi, della gravità dei sintomi, dell'età e delle condizioni di salute del paziente. L'olanzapina consente una certa flessibilità di dosaggio, attraverso la quale garantisce un adattamento della terapia alle esigenze del paziente. Generalmente la dose iniziale per il trattamento della schizofrenia e/o degli episodi di mania acuta è di 10 mg/die, da incrementare fino a 20 mg/die. Ci sono alcune condizioni cliniche che beneficiano di un dosaggio di partenza minore.

  • Farpenta 2,5 mg: questo dosaggio trova indicazione soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento e nelle popolazioni sensibili agli effetti del farmaco. Viene frequentemente utilizzato nei pazienti anziani, nei soggetti con comorbidità mediche rilevanti o in coloro che presentano una maggiore vulnerabilità agli effetti sedativi e metabolici dell'olanzapina.
  • Farpenta 5 mg: questo dosaggio rappresenta una delle dosi terapeutiche più comunemente utilizzate nella pratica clinica. È spesso indicato nel trattamento iniziale della schizofrenia e degli episodi maniacali, nonché nella fase di mantenimento nei pazienti che hanno già sperimentato una stabilizzazione dei sintomi. Questa dose offre un buon equilibrio tra efficacia clinica e tollerabilità, risultando adeguata per molti pazienti nel controllo dei sintomi psicotici e dell'instabilità dell'umore.
  • Farpenta 10 mg: questo dosaggio è generalmente riservato ai quadri clinici più severi o ai pazienti che non hanno ottenuto un beneficio sufficiente con dosaggi inferiori. Viene spesso utilizzato nel trattamento degli episodi maniacali acuti di maggiore intensità o nelle forme di schizofrenia caratterizzate da sintomi positivi marcati. A questa dose, l'efficacia antipsicotica è più pronunciata, ma richiede un attento monitoraggio clinico, soprattutto per quanto riguarda i possibili effetti metabolici, cardiovascolari e neurologici
  • Indicazioni generali relative all'assunzione del farmaco: il paziente deve assumere il farmaco una volta al giorno per via orale, preferibilmente alla stessa ora, indipendentemente dai pasti, allo scopo di favorire una corretta aderenza terapeutica. Il farmaco ha un'emivita di circa 30 ore. La durata del trattamento varia in base alla patologia trattata e alla risposta individuale. Nei disturbi psicotici e nel disturbo bipolare, la terapia può durare diversi mesi o addirittura anni, soprattutto nelle fasi di mantenimento, tese alla prevenzione delle ricadute. L'interruzione del trattamento non deve mai essere improvvisa, ma effettuata gradualmente sotto controllo medico, in modo da ridurre il rischio di recidive o sintomi da sospensione
Posologia come si assume il Farpenta

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere il Farpenta?

Prima di iniziare una terapia con Farpenta, è fondamentale una valutazione clinica approfondita. L'olanzapina può influenzare diversi sistemi dell'organismo e richiede particolare cautela in specifiche condizioni mediche.

  • Rischio metabolico: l'olanzapina è associata a un elevato rischio di incremento ponderale, iperglicemia e dislipidemia. Pertanto, è importante monitorare con una buona frequenza parametri come il peso/BMI, circonferenza vita, glicemia a digiuno, HbA1c, profilo lipidico soprattutto nei pazienti con diabete o fattori di rischio cardiovascolare.
  • Pazienti anziani con demenza: l'uso del Farpenta in questa popolazione è generalmente sconsigliato, poiché gli studi hanno evidenziato un aumento del rischio di eventi cerebrovascolari e mortalità.
  • Effetti cardiovascolari: il farmaco può causare ipotensione ortostatica, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento.Inoltre può allungare l'intervallo QT anche se meno rispetto ad altri antipsicotici. È richiesta cautela nei pazienti con patologie cardiovascolari o in terapia con antipertensivi.
  • Disturbi neurologici: sebbene meno frequenti rispetto agli antipsicotici tipici, possono verificarsi sintomi extrapiramidali e, più raramente, discinesia tardiva, soprattutto in seguito a trattamenti prolungati. In rarissimi casi potrebbe verificarsi una sindrome neurolettica maligna.
  • Interazioni farmacologiche: l'associazione con alcol o altri farmaci ad azione sedativa può potenziare la sonnolenza e compromettere le capacità cognitive e motorie. Farmaci con metabolismo CYP1A2 (fluvoxamina, carbamazepina) possono aumentare i livelli plasmatici di olanzapina. Il fumo invece riduce livelli plasmatici.

Quali sono gli effetti collaterali del Farpenta?

Come tutti i farmaci, anche Farpenta può causare effetti indesiderati, che tendono a variare per frequenza e intensità da persona a persona. Ecco i principali effetti collaterali del Farpenta:

  • sonnolenza
  • aumento dell'appetito
  • aumento di peso
  • affaticamento
  • secchezza delle fauci
  • stipsi
  • capogiri
  • alterazioni metaboliche (iperglicemia, diabete di nuova insorgenza, dislipidemia, iperprolattinemia, aumento transaminasi)

Questi effetti sono spesso dose-dipendenti, pertanto possono variare per intensità a seconda del dosaggio scelto dal medico. Ad esempio, gli effetti collaterali del Farpenta 2,5 mg sono generalmente più lievi e transitori rispetto agli effetti collaterali del Farpenta 5 mg. Questi ultimi possono perdurare per più giorni influenzando la complice terapeutica. È fondamentale contattare il medico e descrivere ogni tipo di sintomo. Più raramente, possono manifestarsi effetti neurologici come rigidità muscolaremovimenti involontari, soprattutto in caso di trattamenti prolungati e dosaggi elevati.

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Cosa succede per un sovradosaggio da Farpenta?

Un sovradosaggio da Farpenta può provocare un'intensificazione improvvisa degli effetti collaterali indicati in precedenza. I sintomi più frequentemente descritti in letteratura includono:

  • sedazione marcata
  • confusione
  • tachicardia
  • ipotensione
  • depressione respiratoria

Nei casi più gravi possono verificarsi alterazioni del ritmo cardiacoperdita di coscienza. Il trattamento del sovradosaggio è di tipo sintomatico e di supporto e richiede un intervento medico immediato, generalmente in ambiente ospedaliero.

Fonti:

Bibliografia

Olanzapine Pharmacokinetics: A clinical review of current insights and remaining questions. — Pharmacogenomics and Personalized Medicine, Volume 16, pp. 1097-1108

Kolli, P., Kelley, G., Rosales, M., Faden, J., Serdenes, R. (2023)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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