EN: cos'è, come funziona ed effetti collaterali
L’EN è un farmaco a base di delorazepam, appartenente alla classe delle benzodiazepine, impiegato principalmente per ridurre l'ansia e favorire il sonno. Conoscere il suo meccanismo d’azione, le corrette modalità di assunzione e i possibili effetti collaterali è essenziale per un utilizzo sicuro e consapevole.

Cos’è l’EN?
L’EN è un farmaco a base di delorazepam, un principio attivo appartenente alla classe delle benzodiazepine. È un medicinale utilizzato negli adulti (dai 18 anni in su) per il trattamento degli stati d’ansia e, in alcuni casi, dei disturbi del sonno associati a una marcata attivazione ansiosa.
Una caratteristica rilevante dell’EN è la lunga emivita del delorazepam, tra le più estese all’interno delle benzodiazepine. Questo rende il farmaco efficace anche con dosi contenute e con assunzioni distanziate nel tempo, ma richiede un’attenta valutazione clinica per evitare l’accumulo del principio attivo nell'organismo.
È fondamentale sottolineare che l’EN non elimina le cause dell’ansia o dell’insonnia, ma ne attenua i sintomi. Per questo motivo, l’impiego del farmaco deve sempre inserirsi in un percorso di valutazione più ampio, che consideri le origini del disagio psicologico e le strategie terapeutiche più appropriate.
A cosa serve l’EN?
L’EN serve per gestire diverse manifestazioni legate alla sfera emotiva e psichica. In particolare, è indicato per i disturbi d'ansia, dove agisce riducendo la tensione emotiva, lo stato d'ansia generalizzata, le crisi di panico e i sintomi somatici correlati come tachicardia, oppressione toracica o tensioni muscolari.
Un altro ambito d'uso comune è il trattamento dell'insonnia: il farmaco favorisce infatti il rilassamento necessario all'addormentamento quando il riposo notturno è compromesso da stress o componenti psichiatriche.
Infine, l'EN trova impiego in alcuni ambiti specialistici per gestire stati di agitazione psicomotoria, sindromi da astinenza (alcol o farmaci) o come supporto in percorsi psichiatrici complessi.

Come funziona l’EN?
L’EN agisce sul sistema nervoso centrale modulando l’attività del GABA (acido gamma-amminobutirrico), il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello. Il GABA ha la funzione di "frenare" l’eccessiva attivazione neuronale: quando questo sistema funziona in modo efficace, favorisce uno stato di calma, riduce l’ansia e facilita il sonno.
Il delorazepam potenzia l’azione del GABA legandosi al recettore GABA-A, aumentando l’ingresso di ioni cloruro nei neuroni. Questo processo li rende meno eccitabili e riduce la trasmissione degli impulsi nervosi responsabili di ansia, agitazione e iperallerta. Da questo meccanismo derivano gli effetti terapeutici del farmaco: azione ansiolitica, sedativa, miorilassante e anticonvulsivante.
Posologia: come si assume l’EN?
L’impiego di EN gocce ed EN compresse deve essere strettamente monitorato da un medico, che stabilirà la dose ideale in base alla risposta individuale.
Per contrastare gli stati ansiosi, la terapia prevede solitamente di ripartire il farmaco in più momenti della giornata, iniziando con il dosaggio minimo per un periodo che, inclusa la fase di sospensione, non deve superare i due o tre mesi.
Se l'obiettivo è il trattamento dei disturbi del sonno, la somministrazione di EN gocce per dormire avviene la sera, poco prima di coricarsi, per cicli di cura più brevi che di norma non superano le quattro settimane.
Interruzione della terapia con EN
L’interruzione brusca causa un "effetto rebound": i sintomi originali (ansia, insonnia) riemergono amplificati, accompagnati da irrequietezza, tensione muscolare, confusione, irritabilità e ipersensibilità a luce, rumore o tatto. In casi estremi, si manifestano derealizzazione, allucinazioni o crisi convulsive.
Gestione clinica dell'EN: benefici a breve termine e rischi della cronicità
L'efficacia dell'EN nel contrastare l'ansia sociale, il disturbo generalizzato, gli attacchi di panico e l'insonnia è massima quando il farmaco viene utilizzato a bassi dosaggi e per periodi limitati, preferibilmente non superiori alle quattro settimane.
L'evidenza clinica sconsiglia l'assunzione prolungata di delorazepam: l'uso cronico, infatti, tende a vanificare i benefici terapeutici iniziali a favore dell'insorgenza di una dipendenza psicofisica. In questa fase, il paziente può manifestare assuefazione (tolleranza), che spinge a cercare dosi maggiori, e una marcata difficoltà a sospendere il trattamento nonostante la perdita di efficacia del farmaco (Del Monego, 2024).
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Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere l’EN?
Il farmaco non deve essere assunto in caso di allergia al delorazepam o ad altre benzodiazepine, né in presenza di gravi problemi respiratori, miastenia grave o glaucoma. Occorre prestare attenzione nei pazienti anziani, più sensibili al rischio di sedazione e cadute, e in chi soffre di depressione o pensieri suicidari.
Durante il trattamento possono comparire disturbi della memoria (amnesia anterograda), motivo per cui è consigliabile assumere il farmaco immediatamente prima di dormire. È inoltre essenziale informare il medico di tutti gli altri farmaci assunti, poiché l'interazione con altri sedativi o alcool può potenziare pericolosamente l'effetto sul sistema nervoso centrale.
Uso di EN in gravidanza e in allattamento
L'impiego dell’EN nelle donne in stato di gravidanza o che allattano al seno richiede una valutazione estremamente rigorosa del rapporto rischi-benefici. A causa della loro natura farmacocinetica, le benzodiazepine come l'EN sono in grado di oltrepassare la barriera ematoplacentare, interagendo potenzialmente con lo sviluppo fetale. Allo stesso modo, il principio attivo tende a concentrarsi nel latte materno, comportando il rischio di indurre una sedazione eccessiva o altre reazioni avverse nel neonato (Meng et al., 2023).

Quali sono gli effetti collaterali dell'EN?
All’inizio del trattamento è abbastanza comune avvertire una certa sonnolenza, stanchezza o riduzione della concentrazione. Alcune persone possono notare vertigini, rallentamento nei movimenti o una lieve confusione mentale. Questi sintomi tendono di solito a ridursi con il tempo, man mano che l’organismo si abitua al farmaco.
In alcuni casi, soprattutto se l’assunzione è prolungata o a dosi più elevate, l’EN può influenzare l’umore e il comportamento. Non è raro sperimentare euforia o una sensazione di leggerezza emotiva, ma in alcuni soggetti possono comparire ansia, agitazione o disturbi del sonno. Alcune persone riferiscono anche una riduzione della memoria o difficoltà a ricordare eventi recenti, fenomeni che sono generalmente reversibili alla sospensione del trattamento.
Altri effetti, meno frequenti, possono riguardare il cuore e la respirazione. Possono manifestarsi variazioni del battito cardiaco o della pressione, e, in soggetti con problemi respiratori preesistenti, è possibile un peggioramento delle apnee notturne. Sempre raramente, possono verificarsi reazioni allergiche o disturbi epatici, motivo per cui è importante monitorare il quadro clinico, soprattutto nei pazienti più fragili o anziani.
Cosa succede per un sovradosaggio da EN?
Un sovradosaggio di EN può provocare sonnolenza intensa, confusione mentale, problemi di coordinazione e, nei casi più gravi, perdita di coscienza e gravi difficoltà respiratorie. Se si sospetta un'assunzione eccessiva, è fondamentale contattare immediatamente il soccorso medico. Non bisogna mai assumere una dose doppia per recuperare una dimenticanza.
Bibliografia
Abuso di farmaci da prescrizione in psichiatria: Il caso delle benzodiazepine — Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova
Del Monego, S. (2024)
Benzodiazepine use during pregnancy and risk of miscarriage. — JAMA Psychiatry, 81(4), pp. 366
Meng, L., Lin, C., Chuang, H., Chen, L., Hsiao, F. (2023)
Resolving the Paradox of Long-Term Benzodiazepine Treatment: Toward Evidence-Based Practice Guidelines. — Psychiatrist.com
Silberman, E., MD. (2025)