Clonazepam: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Il clonazepam è una benzodiazepina con proprietà anticonvulsivanti e ansiolitiche. Comprenderne caratteristiche, utilizzi ed effetti è essenziale per collocarlo correttamente all'interno dei percorsi terapeutici che richiedono un controllo della risposta nervosa.

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Clonazepam

Cos'è il clonazepam?

Il clonazepam è un farmaco appartenente alla classe delle benzodiazepine, caratterizzato da una marcata efficacia anticonvulsivante. Viene impiegato da molti anni nella terapia dell'epilessia e in diversi disturbi correlati all'iperattività neuronale. 

Come funziona il clonazepam?

Il principio attivo clonazepam agisce sul sistema nervoso centrale e modula alcune vie neurochimiche fondamentali. Viene utilizzato sia negli adulti che in età pediatrica, sempre sotto supervisione medica. È un farmaco che richiede prudenza, a causa dell'elevato rischio di sviluppare dipendenza e per la necessità di aggiustamenti posologici precisi.

Esempi di farmaci che contengono il clonazepam

Il clonazepam in Italia è disponibile con il nome commerciale Rivotril, spesso indicato anche come clonazepam Rivotril. Negli Stati Uniti, invece, il clonazepam nome commerciale più diffuso è Klonopin, talvolta declinato in Clonopin. Il principio attivo è utilizzato in numerose formulazioni, tra cui compresse (tipicamente 0,5 mg, 1 mg e clonazepam 2 mg), gocce orali e soluzioni per uso specifico in ambito ospedaliero.

Tra le formulazioni più utilizzate nella pratica clinica figurano le clonazepam gocce, una variante che consente una titolazione molto precisa della dose, particolarmente utile nei pazienti pediatrici o quando si deve procedere con variazioni graduali della terapia.

Esempi di farmaci che contengono il clonazepam

A cosa serve il clonazepam?

Molti pazienti si chiedono "clonazepam a cosa serve". Le sue indicazioni principali riguardano condizioni neurologiche nelle quali l'attività elettrica cerebrale risulta eccessiva o disorganizzata, ovvero:

  • Epilessia e crisi convulsive: si tratta dell'indicazione primaria. Il clonazepam trova impiego in diverse forme di epilessia, tra cui crisi miocloniche, crisi di assenza atipica, sindromi epilettiche complesse, crisi infantili. La rapidità d'azione e la potenza anticonvulsivante ne fanno un farmaco di riferimento
  • Disturbi di panico e ansia grave: anche se non si tratta della prima scelta per la cura dei disturbi d'ansia, clonazepam può essere utilizzato in alcuni casi selezionati. Da qui la frequente domanda "clonazepam per dormire funziona?" Sebbene non rappresenti un trattamento standard per l'insonnia primaria, il principio attivo viene talvolta prescritto nei disturbi del sonno correlati ad ansia intensa o disturbi neurologici
  • Disturbi del movimento: in alcuni casi, può essere utilizzato  nella sindrome delle gambe senza riposo, per alleviare tremori o nei disturbi neuropsichiatrici caratterizzati da eccessiva attività motoria
  • Stati di iperattivazione neuronale non epilettici: talvolta, il farmaco può essere prescritto in caso di spasmi, tic severi o comportamenti motori involontari

In generale, l'impiego del clonazepam al di fuori dell'epilessia deve essere valutato con estrema cautela, poiché il rischio di dipendenza e sedazione è significativo.

Come funziona il clonazepam?

Per comprendere appieno come funziona il clonazepam, è necessario esaminare l'azione che esercita sul sistema nervoso centrale. Il clonazepam rafforza l'attività del GABA (acido gamma-amminobutirrico), il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello. Così facendo, favorisce l'apertura dei canali del cloro nei neuroni, riducendo l'eccitabilità neuronale.

Questi meccanismi determinano:

  • Azione anticonvulsivante, in quanto capaci di ridurre la possibilità che si verifichino scariche elettriche anomale
  • Azione ansiolitica, considerata la capacità del farmaco di attenuare e modulare l'attività delle strutture cerebrali coinvolte nelle risposte emotive
  • Effetto sedativo, essendo in grado di rallentare l'attività del sistema nervoso centrale
  • Azione miorilassante, motivo per cui il suo impiego è particolarmente diffuso in neurologia.
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Clonazepam emivita

L'emivita del farmaco è piuttosto lunga, essendo compresa tra le 20 e le 40 ore. Ciò influenza i tempi di somministrazione, l'accumulo nel sangue e la necessità di un monitoraggio accurato durante l'assunzione prolungata.

Va sottolineato come la sua lunga emivita contribuisca a mantenere stabili i livelli del farmaco nel sangue, riducendo la necessità di assunzioni frequenti. Tuttavia, un'emivita così lunga aumenta anche il rischio di accumulo in caso di sovradosaggio o di uso prolungato.

Posologia: come si assume il clonazepam?

Il dosaggio varia in modo significativo in base all'età del paziente, al tipo di disturbo riscontrato, alla risposta clinica e alla presenza di altre terapie antiepilettiche concomitanti. In genere, il trattamento comincia con dosi molto basse ( -1,5 mg/die), che possono essere aumentate gradualmente fino a 3-  mg al giorno, onde evitare sedazione eccessiva o altri effetti collaterali.

Clonazepam è disponibile sotto forma di compresse (usate soprattutto negli adulti, con dosaggi fino a clonazepam 2 mg per singola compressa) e gocce orali (le clonazepam gocce sono molto utilizzate per la possibilità di modulare la dose con precisione). 

Non è difficile incappare nella seguente domanda: "clonazepam gocce a cosa serve?" Questa formulazione viene usata negli stessi contesti del farmaco in compresse, ma offre vantaggi in situazioni che richiedono variazioni minime e graduali.

La sospensione del trattamento deve avvenire sempre per gradi, al fine di evitare sintomi di astinenza quali irritabilità, tremori, ansia o recrudescenza delle crisi.

Posologia come si assume il clonazepam

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere il clonazepam?

Il clonazepam richiede un'attenta valutazione medica, in quanto non può essere considerato un farmaco di uso semplice. Ecco le principali avvertenze:

  • Dipendenza e tolleranza: è importante ricordare che il rischio aumenta con l'uso quotidiano e prolungato. La tolleranza agli effetti sedativi può emergere dopo poche settimane, mentre quella anticonvulsivante tende a comparire più lentamente
  • Effetti sulla vigilanza: il farmaco può rallentare i riflessi, ridurre la concentrazione e compromettere la capacità di guida
  • Interazioni farmacologiche: è bene tenere a mente che clonazepam interagisce con alcol, oppioidi, sedativi, antiepilettici e antidepressivi. In particolare, l'associazione con altri depressori del sistema nervoso centrale aumenta il rischio di sedazione profonda e depressione respiratoria
  • Uso negli anziani: gli anziani sono particolarmente vulnerabili agli effetti cognitivi e possono sviluppare confusione o instabilità motoria
  • Disturbi respiratori: il clonazepam deve essere utilizzato con estrema cautela nelle persone che soffrono di apnea notturna o di patologie respiratorie croniche
  • Gravidanza e allattamento: come altre benzodiazepine, va evitato salvo casi di comprovata necessità clinica
  • Comorbilità psichiatriche: in presenza di alcuni disturbi, può paradossalmente aumentare irritabilità e agitazione

Effetti collaterali del clonazepam

Gli effetti collaterali sono relativamente frequenti, soprattutto all'inizio del trattamento o in caso di dosi elevate. Tra i clonazepam effetti collaterali più comuni figurano:

  • Sedazione e sonnolenza: si tratta di uno degli effetti più tipici. Può manifestarsi in maniera significativa, soprattutto durante i primi giorni
  • Riduzione dell'attenzione: clonazepan può interferire con molte attività che richiedono concentrazione e riflessi rapidi, tra cui guidare
  • Debolezza muscolare: questa è dovuta principalmente all'effetto miorilassante del principio attivo
  • Vertigini e instabilità: entrambe le condizioni sono più frequenti negli anziani
  • Alterazioni dell'umore: in alcuni casi, l'assunzione del farmaco può provocare cambiamenti emotivi, irritabilità o reazioni paradosse
  • Dipendenza: l'uso continuativo del farmaco può portare a dipendenza fisica e psicologica
  • Effetti cognitivi: a dosi elevate possono manifestarsi difficoltà mnemoniche o rallentamento del pensiero

L'incidenza e la gravità degli effetti collaterali variano in base alla dose assunta, alla durata del trattamento e alla predisposizione individuale.

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Cosa succede per un sovradosaggio di clonazepam?

Il sovradosaggio può essere pericoloso, soprattutto se l'uso di clonazepam è combinato con altri depressori del sistema nervoso centrale. I sintomi possono includere:

  • marcata sedazione
  • sonno profondo
  • difficoltà respiratorie
  • perdita di coordinazione
  • ipotensione
  • nei casi più gravi coma

Il trattamento è ospedaliero. In alcune situazioni può essere utilizzato un antagonista specifico delle benzodiazepine, ma soltanto sotto stretta supervisione medica, poiché potrebbe provocare crisi epilettiche nei pazienti in trattamento antiepilettico.

Fonti:

Bibliografia

Clonazepam. — StatPearls - NCBI Bookshelf.

Basit, H., Kahwaji, C. I. (2023)

Antimanic Efficacy, Tolerability, and Acceptability of Clonazepam: A Systematic Review and Meta-Analysis — Journal of Clinical Medicine, 12(18)

Lappas, A. S., Helfer, B., Henke-Ciążyńska, K., Samara, M. T., Christodoulou, N. (2023)

Clonazepam for the management of sleep disorders. — Neurological Sciences, 44(1), pp. 115-128

Raggi, A., Mogavero, M. P., DelRosso, L. M., Ferri, R. (2022)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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