Bonus caregiver 2026: cos'è e requisiti


Il Bonus Caregiver 2026 è una misura di sostegno economico inserita nel più ampio disegno di legge (DDL) che è stato dedicato al riconoscimento e alla tutela dei caregiver familiari, approvato dal Consiglio dei Ministri.
Bonus caregiver 2026: cos'è? Come funziona?
Il bonus caregiver è un contributo economico destinato a supportare i lavoratori silenziosi che si prendono cura dei propri cari con gravi disabilità. A differenza di stanziamenti gestiti in modo frammentario a livello locale o regionale, la nuova riforma centralizza la misura, che viene gestita interamente dall'INPS su scala nazionale per garantire criteri di accesso uniformi.
La misura prende ufficialmente il nome di DDL Locatelli (disegno di legge n. 2789/2026), approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 su proposta della Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, ed è attualmente all'esame del Parlamento.
Si tratta di un cambio di impostazione significativo: una revisione sistematica delle politiche europee sul long-term care (Bei et al., 2026) colloca da tempo l'Italia tra i paesi in cui il sostegno economico va quasi sempre alla persona assistita (come l'indennità di accompagnamento) e raramente al caregiver in quanto tale, a differenza di paesi come Austria, Belgio o Germania. Il bonus caregiver 2026 è il primo tentativo di correggere questo squilibrio, riconoscendo un sostegno diretto a chi presta l'assistenza.
Importo e modalità di erogazione del bonus
Il bonus caregiver può arrivare fino a 400 euro al mese (per un totale massimo di 4.800 euro l'anno). L'obiettivo è sostenere chi assiste gratuitamente e in modo continuativo un familiare convivente non autosufficiente, quindi il caregiver.
L'erogazione di questo bonus dovrebbe verificarsi tramite bonifico con rate trimestrali anticipate (circa 1.200 euro a trimestre) e il bonus caregiver dovrebbe essere anche integrabile e cumulabile con altre integrazioni fiscali per la disabilità.
Bonus caregiver e detrazione fiscale: non è la stessa cosa
È facile fare confusione tra il nuovo bonus caregiver e le detrazioni fiscali già esistenti per le spese sanitarie e assistenziali, ma si tratta di due strumenti diversi:
- il bonus caregiver è una liquidità immediata, erogata direttamente dall'INPS con bonifico trimestrale, indipendente dalla dichiarazione dei redditi;
- la detrazione fiscale (per esempio quella IRPEF del 19% su alcune spese sanitarie e di assistenza) continua invece ad applicarsi alle spese effettivamente sostenute e documentate, e si recupera in dichiarazione dei redditi l'anno successivo.
I due strumenti dovrebbero essere cumulabili: non devi scegliere tra l'uno e l'altro.

Chi ha diritto al bonus caregiver 2026? Requisiti
Così come avviene per altri tipi di bonus come ad esempio il bonus psicologo, ci sono alcuni requisiti anagrafici, sanitari ed economici da rispettare per avere diritto al bonus caregiver 2026.
I requisiti necessari sono:
- legame familiare o vincolo di parentela: il caregiver deve essere il coniuge, l'altra parte dell'unione civile, il convivente di fatto o un parente entro il secondo grado;
- convivenza o coabitazione: è richiesta la convivenza anagrafica con la persona assistita.
- condizione dell'assistito e gravità della disabilità: il familiare deve avere una condizione di disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992.
- minimo di impegno orario: l'attività assistenziale deve essere documentata di almeno 91 ore settimanali (come previsto nel PAI - Piano Assistenziale Individuale).
- requisiti economici: per poter accedere al bonus caregiver nel 2026 l'ISEE del nucleo familiare non deve essere superiore a 15.000 € e il reddito personale del caregiver deve essere inferiore a 3.000 € annui.
| Categoria | Requisito richiesto | Dettagli |
|---|---|---|
| Legame familiare | Parentela stretta | Coniuge, parte dell'unione civile, convivente di fatto o parente entro il 2° grado. |
| Residenza | Convivenza anagrafica | Obbligo di coabitazione e stesso stato di famiglia con la persona assistita. |
| Stato di salute dell'assistito | Disabilità grave | Certificazione di gravità riconosciuta ai sensi dell'Art. 3, comma 3, Legge 104/1992. |
| Impegno orario | ≥ 91 ore settimanali | L'attività di assistenza continuativa deve essere esplicitata nel PAI (Piano Assistenziale Individuale). |
| Situazione economica del nucleo | ISEE familiare ≤ 15.000 € | Attestazione ISEE in corso di validità per l'anno di riferimento. |
| Situazione economica personale | Reddito del caregiver < 3.000 € | Il reddito annuo personale di chi presta cura deve essere inferiore alla soglia indicata. |
Caregiver convivente o non convivente: cosa cambia?
Non tutti i caregiver hanno diritto allo stesso trattamento. La riforma introduce infatti un sistema a tutele differenziate, basato sull'intensità dell'impegno assistenziale.
- Caregiver convivente e prevalente: è chi vive nello stesso nucleo familiare della persona assistita e garantisce almeno 91 ore settimanali di assistenza continuativa, documentate nel PAI. È l'unica categoria che ha diritto al bonus economico pieno, fino a 400 euro al mese.
- Caregiver non convivente: chi presta assistenza per almeno 30 ore settimanali, pur non vivendo con l'assistito, può comunque ottenere il riconoscimento formale del proprio ruolo. Questo dà accesso a tutele come permessi lavorativi e alcuni benefici previdenziali, ma non dà diritto al contributo economico mensile previsto per i conviventi prevalenti.
Se ti stai chiedendo in quale categoria rientri, il criterio di riferimento è il PAI (Piano Assistenziale Individuale): è questo documento, redatto insieme ai servizi socio-sanitari, a certificare ufficialmente le ore di assistenza prestate.
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Come e quando fare domanda per il bonus caregiver 2026?
Per richiedere il Bonus Caregiver 2026 è fondamentale sapere che la procedura non è ancora attiva, ma l'iter è già tracciato.
A differenza del passato, dove le domande venivano gestite a livello locale o regionale, la nuova riforma prevede una procedura gestita interamente tramite l'INPS.
Quando sarà possibile richiedere il bonus?
Secondo il Disegno di Legge, l'INPS metterà online una piattaforma telematica dedicata entro il 30 settembre 2026.
- chi deve registrarsi: inizialmente, la piattaforma servirà per il censimento e il riconoscimento formale della figura del caregiver;
- come accedere: sarà necessario utilizzare le proprie credenziali SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS.
La scadenza per la presentazione della domanda del bonus caregiver varia ogni anno e viene stabilita dall'INPS.
Il percorso previsto dal DDL Locatelli si articola in tre fasi:
- settembre 2026: apertura della piattaforma INPS dedicata per il censimento e il riconoscimento formale della figura del caregiver;
- entro fine 2026: apertura delle domande per il contributo economico vero e proprio;
- gennaio 2027: avvio dell'erogazione dei primi bonifici trimestrali.
Per sapere quando arriva concretamente il bonus caregiver 2026 conviene monitorare la sezione comunicazioni del sito INPS, dato che le date possono slittare in base ai decreti attuativi ancora da pubblicare.
Per il 2025 la scadenza è stata il 13 dicembre 2024.
Per sapere quando arriva il bonus caregiver 2026 bisogna monitorare il sito dell’INPS nella sezione comunicazioni.
Quali documenti servono per fare domanda?
Anche se la procedura non è ancora attiva, puoi già prepararti raccogliendo la documentazione che quasi certamente ti verrà richiesta:
- verbale di invalidità e certificazione della Legge 104 aggiornati della persona assistita;
- attestazione ISEE 2026 del nucleo familiare;
- copia del PAI (Piano Assistenziale Individualizzato), redatto dai servizi socio-sanitari, che certifichi il monte ore settimanale di assistenza prestata;
- credenziali SPID, CIE o CNS per accedere alla piattaforma INPS.
Avere questi documenti pronti in anticipo ti permette di non perdere tempo prezioso una volta che la piattaforma sarà operativa.
Come sta cambiando l'accertamento della disabilità?
Va ricordato che l'iter burocratico per ottenere la certificazione della Legge 104 e dell'invalidità (documento indispensabile per accedere ai bonus e ai permessi) è in fase di trasformazione per via della riforma che affida la valutazione alle Unità di Valutazione di Base dell'INPS.
In questo periodo di transizione (che si completerà a livello nazionale dal 1° gennaio 2027), la procedura d'invio cambia a seconda del territorio:
- Nelle province in sperimentazione: il primo certificato medico introduttivo inviato dal medico telematicamente all’INPS avvia direttamente l'accertamento, eliminando la necessità di inviare una successiva domanda amministrativa separata.
- Nelle province non in sperimentazione: resta obbligatorio inviare la domanda amministrativa separata all'INPS (autonomamente o tramite patronato) entro 90 giorni dall'emissione del certificato medico introduttivo.
Gestire il carico psicologico: l'importanza del supporto per i caregiver
Assistere un familiare non autosufficiente per oltre 90 ore a settimana è un atto d'amore, ma comporta un costo emotivo e psicologico altissimo. Uno studio condotto su quasi 400 caregiver familiari in Italia (Bongelli et al. 2024) ha rilevato che oltre metà di loro mostra un livello di benessere psicologico compromesso, e che le difficoltà economiche legate all'assistenza peggiorano ulteriormente questo quadro. Lo stesso studio conferma però che il supporto sociale e dei servizi socio-sanitari attenua, anche se non elimina, l'impatto negativo del carico assistenziale sul benessere psicologico. Spesso il caregiver soffre di isolamento, ansia e burnout, dimenticandosi di proteggere la propria salute mentale. Il bonus economico è un aiuto concreto, ma il benessere emotivo non può essere messo in secondo piano.
Nonostante questo, chi assiste un familiare cerca raramente un aiuto psicologico per sé: una ricerca condotta a livello europeo (Biliunaite et al., 2022) ha rilevato che, pur in presenza di disagio psicologico diffuso tra i caregiver, solo una minima parte riceve effettivamente un supporto in tal senso.
Se senti il peso dell'assistenza o stai affrontando la frustrazione di una burocrazia complessa, non devi fare tutto da solo. Con Serenis puoi iniziare un percorso di psicoterapia online con professionisti specializzati nel supporto ai caregiver familiari. Prenota il primo colloquio gratuito e, se deciderai di continuare, potrai proseguire con sedute a 49 euro l'una.
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Quali altre agevolazioni spettano a chi assiste un familiare con la 104 nel 2026?
Chi beneficia della Legge 104 ha diritto a numerose agevolazioni, estese anche a chi presta assistenza diretta.
La legge 104 offre agevolazioni per chi assiste genitori o figli con gravi disabilità, ad esempio:
- permessi mensili retribuiti: 3 giorni di riposo retribuiti al mese, frazionabili anche in ore;
- congedo straordinario: un periodo massimo di 2 anni di astensione dal lavoro retribuita nell'arco dell'intera vita lavorativa;
- flessibilità sul lavoro: priorità nell'accesso allo smart working e nella scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio dell'assistito;
- assegno di Inclusione (AdI): per i nuclei con ISEE sotto i 9.360 € (che sale a 10.140 € se si vive in affitto) la presenza di un disabile grave aumenta l'importo mensile grazie a un coefficiente di maggiorazione dello 0,40 nella scala di equivalenza. I fondi possono essere usati per beni di prima necessità, farmaci e pagamento di mutuo o affitto.
Oltre alle tutele tradizionali, recenti pronunce giurisprudenziali e applicative hanno ampliato i diritti dei lavoratori caregiver:
- Flessibilità dell'alternanza nei permessi orari (PA): per i dipendenti pubblici del comparto Funzioni Centrali che assistono lo stesso familiare con disabilità grave, l'ARAN (orientamento n. 37654/2026) ha chiarito che l'alternanza tra due caregiver non richiede più l'utilizzo dei permessi in giorni differenti: è sufficiente che le ore di assenza richieste dai due lavoratori non si sovrappongano nella medesima giornata.
- Esonero dai turni di notte anche senza disabilità grave: con l'ordinanza n. 20229/2026, la Corte di Cassazione ha confermato che il diritto a rifiutare il lavoro notturno per assistere un familiare a proprio carico spetta anche se alla persona assistita non è stata riconosciuta la connotazione di gravità (art. 3, comma 3). È sufficiente che la persona assistita sia stata riconosciuta con disabilità ai sensi della Legge 104 (art. 3, comma 1), purché sussista un'effettiva e documentata relazione di assistenza.
- Accesso prioritario al Fondo Mutui Prima Casa per Caregiver: tra le novità introdotte dalla legge 116/2026 (Piano Casa), rientra l'inserimento dei caregiver tra le categorie prioritarie per l'accesso al Fondo di garanzia statale per i mutui prima casa (gestito da Consap). La misura si applica a chi vive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104/1992). Il Fondo concede una garanzia pubblica sulla quota capitale del mutuo pari al 50%, che sale fino all’80% per i nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 euro. Questo strumento consente agli istituti bancari aderenti di erogare finanziamenti fino al 100% del valore dell'immobile (per importi fino a 250.000 euro), facilitando l'acquisto dell'abitazione principale per le famiglie che assistono un disabile e non dispongono di liquidità iniziale per l'anticipo. La domanda si presenta direttamente alla banca mediante la modulistica Consap aggiornata.

Sitografia