Bonus caregiver 2026: cos'è e requisiti

Il bonus caregiver 2026 non è ancora attivo: è un contributo fino a 400 € al mese per il caregiver convivente prevalente con ISEE fino a 25.000 €, previsto dal DDL Locatelli ancora in Parlamento.
Aggiornamento a ottobre 2026: cosa è cambiato
A settembre la Commissione Affari sociali della Camera ha modificato il DDL caregiver. Rispetto al testo di gennaio, le novità principali sono:
- la soglia ISEE sale da 15.000 a 25.000 euro: sopra i 15.000 euro il contributo si riduce in proporzione;
- il contributo resta riservato al caregiver prevalente, ma ora spetta per un massimo di due persone assistite e decorre dalla data della domanda;
- il portale INPS per il riconoscimento è previsto entro il 2 gennaio 2027, non più entro il 30 settembre 2026;
- la persona assistita può indicare fino a tre caregiver;
- alcune tutele si estendono anche ai minorenni che vivono con una persona con disabilità o non autosufficiente, ad esempio i ragazzi e le ragazze minorenni che vivono con la persona assistita potranno accedere ad alcune misure a scuola e alla formazione gratuita.
Il testo ora è all’esame dell’Aula della Camera e poi passerà al Senato.
Bonus caregiver 2026: cos'è? Come funziona?
Il bonus caregiver è un contributo economico destinato a supportare i lavoratori silenziosi che si prendono cura dei propri cari con gravi disabilità. A differenza di stanziamenti gestiti in modo frammentario a livello locale o regionale, la nuova riforma centralizza la misura, che viene gestita interamente dall'INPS su scala nazionale per garantire criteri di accesso uniformi.
La misura prende ufficialmente il nome di DDL Locatelli (Atto Camera n. 2789, presentato il 6 febbraio 2026), approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 su proposta della Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Il 1° ottobre 2026 la Commissione Affari sociali ha dato mandato ai relatori di riferire in Aula. Dopo la Camera, il testo passerà al Senato.
Si tratta di un cambio di impostazione significativo: una revisione sistematica delle politiche europee sul long-term care (Bei et al., 2026) colloca da tempo l'Italia tra i paesi in cui il sostegno economico va quasi sempre alla persona assistita (come l'indennità di accompagnamento) e raramente al caregiver in quanto tale, a differenza di paesi come Austria, Belgio o Germania. Il bonus caregiver 2026 è il primo tentativo di correggere questo squilibrio, riconoscendo un sostegno diretto a chi presta l'assistenza.
Il bonus caregiver è già attivo?
No. Il DDL è ancora in Parlamento: dopo l’approvazione servono un decreto attuativo e il portale INPS dedicato. I primi pagamenti sono attesi nel 2027.
Ecco a che punto è il percorso della legge:
| Tappa | Quando | Stato |
|---|---|---|
| Approvazione in Consiglio dei Ministri | 12 gennaio 2026 | Fatto |
| Esame in Commissione Affari sociali della Camera | concluso il 1° ottobre 2026 | Fatto |
| Voto dell’Aula della Camera | da ottobre 2026 | In corso |
| Esame e voto del Senato | dopo la Camera | Da fare |
| Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale | dopo il voto finale | Da fare |
| Decreti attuativi | da 30 a 120 giorni dall’entrata in vigore | Da fare |
| Portale INPS per il riconoscimento | entro il 2 gennaio 2027, secondo il testo attuale | Da fare |
| Primi pagamenti | 2027 | Da fare |
Se il Senato modificherà il testo, la legge dovrà tornare alla Camera per una nuova approvazione, e i tempi potrebbero allungarsi.
Con domande presentate a gennaio 2027, il primo pagamento arriverebbe indicativamente a giugno 2027.
Importo, modalità di erogazione del bonus e tabella ISEE
Con un ISEE fino a 15.000 euro il bonus arriva a 400 euro al mese. Tra 15.000 e 25.000 euro l’importo scende in proporzione.
Il bonus caregiver spetta solo al caregiver prevalente e arriva fino a 1.200 euro a trimestre, cioè 400 euro al mese e 4.800 euro l’anno. Si calcola su base mensile ma si riceve a trimestre concluso: il pagamento arriva dal terzo mese successivo al trimestre di riferimento. Il contributo non concorre a formare il reddito, quindi non si pagano tasse, e non conta nella componente reddituale dell’ISEE.
Il testo approvato in Commissione ha alzato la soglia ISEE a 25.000 euro, ma con un meccanismo a scalare: più l’ISEE del nucleo si avvicina a 25.000 euro, più il contributo si abbassa. Ecco quanto vale nelle diverse fasce:
| ISEE del nucleo familiare | Quota del contributo | Al mese (massimo) | A trimestre (massimo) | All’anno (massimo) |
|---|---|---|---|---|
| fino a 15.000 € | 100% | 400 € | 1.200 € | 4.800 € |
| 18.000 € | 70% | 280 € | 840 € | 3.360 € |
| 20.000 € | 50% | 200 € | 600 € | 2.400 € |
| 22.000 € | 30% | 120 € | 360 € | 1.440 € |
| 24.000 € | 10% | 40 € | 120 € | 480 € |
Le cifre in tabella sono valori massimi. L’importo di ogni trimestre dipenderà dalle risorse disponibili e dal numero di persone che ne avranno diritto: se le domande saranno più del previsto, il contributo reale potrà essere più basso. Il testo, inoltre, può ancora cambiare durante l’esame in Parlamento.
Se il calcolo dà un importo pari o inferiore a 30 euro a trimestre, il contributo non spetta: succede con un ISEE oltre i 24.750 euro circa. Le risorse hanno un limite di spesa (186 milioni di euro per il 2027, circa 251 milioni l’anno dal 2028) e ogni trimestre un decreto fissa l’importo in base al numero di aventi diritto.
Bonus caregiver e detrazione fiscale: non è la stessa cosa
È facile fare confusione tra il nuovo bonus caregiver e le detrazioni fiscali già esistenti per le spese sanitarie e assistenziali, ma si tratta di due strumenti diversi:
- il bonus caregiver è un contributo in denaro che l’INPS versa ogni tre mesi, indipendente dalla dichiarazione dei redditi;
- la detrazione fiscale (per esempio quella IRPEF del 19% su alcune spese sanitarie e di assistenza) continua invece ad applicarsi alle spese effettivamente sostenute e documentate, e si recupera in dichiarazione dei redditi l'anno successivo.
I due strumenti dovrebbero essere cumulabili: non devi scegliere tra l'uno e l'altro.

Chi ha diritto al bonus caregiver 2026? Requisiti
Così come avviene per altri tipi di bonus come ad esempio il bonus psicologo 2026, ci sono alcuni requisiti anagrafici, sanitari ed economici da rispettare per avere diritto al bonus caregiver 2026.
I requisiti necessari sono:
- legame familiare: il caregiver è maggiorenne ed è il coniuge, l’altra parte dell’unione civile, il convivente di fatto, il figlio o un altro parente entro il secondo grado, un affine entro il secondo grado o, in alcuni casi previsti dalla Legge 104, un parente entro il terzo grado;
- convivenza e ore di assistenza: come riportato nel testo dell'Atto della Camera 2789 "per i caregiver conviventi sono previsti due profili: l’uno con un carico assistenziale da 91 ore o più a settimana, qualificato come «prevalente», e l’altro con un carico tra 30 ore e 90 ore a settimana. È previsto un solo profilo per i caregiver non conviventi: con carico assistenziale da 30 ore o più a settimana."
- condizione della persona assistita: deve avere una condizione di non autosufficienza certificata;
- situazione lavorativa: il caregiver non lavora, oppure guadagna dal lavoro al massimo 3.000 euro lordi l’anno;
- ISEE: il nucleo familiare ha un ISEE non superiore a 25.000 euro, e sopra i 15.000 euro il contributo si riduce in proporzione.
Il contributo non spetta se il caregiver è pagato per assistere la stessa persona.
| Categoria | Requisito richiesto | Dettagli |
|---|---|---|
| Legame familiare | Parentela, affinità o unione | Coniuge, unione civile, convivente di fatto, figlio o parente entro il 2° grado, affine entro il 2° grado (in alcuni casi parente entro il 3° grado). Il caregiver deve essere maggiorenne. |
| Residenza | Convivenza | Il caregiver prevalente deve vivere con la persona assistita. |
| Stato di salute dell'assistito | Non autosufficienza | Condizione di non autosufficienza certificata (D.Lgs. 62/2024 o D.Lgs. 29/2024, oppure certificazioni precedenti). |
| Impegno orario | ≥ 91 ore settimanali | Il carico risulta dal progetto di vita o dal PAI. |
| Situazione economica del nucleo | ISEE ≤ 25.000 € | Sopra i 15.000 € il contributo si riduce in proporzione. |
| Situazione lavorativa personale | Reddito da lavoro ≤ 3.000 € lordi | Il caregiver non lavora o guadagna al massimo 3.000 € lordi l’anno. |
Caregiver convivente o non convivente: i quattro profili e cosa spetta
Il DDL riconosce quattro profili di caregiver, in base alle ore di assistenza a settimana e alla convivenza con la persona assistita. Il profilo lo certifica l’INPS, e da esso dipendono le tutele a cui hai accesso.
| Profilo | Ore a settimana | Convivenza | Cosa spetta |
|---|---|---|---|
| Prevalente | almeno 91 | Sì, con persona non autosufficiente | Contributo economico, sostegni per il benessere (compreso il sostegno psicologico), tutele sul lavoro, cessione di ferie dai colleghi, crediti formativi ed esonero dalle tasse universitarie |
| Convivente | da 30 a meno di 91 | Sì | Sostegni per il benessere (compreso il sostegno psicologico), tutele sul lavoro, cessione di ferie dai colleghi, crediti formativi ed esonero dalle tasse universitarie |
| Non convivente | almeno 30 | No, ma residenza nello stesso Comune, in uno confinante o entro 40 km | Cessione di ferie dai colleghi, crediti formativi ed esonero dalle tasse universitarie |
| Con carico ridotto | da 10 a meno di 30 | Sì o no | Riconoscimento formale e partecipazione al progetto di vita e al PAI |
Tutti i profili ottengono il riconoscimento formale, partecipano alla stesura del progetto di vita e del PAI e possono agire in giudizio contro le discriminazioni legate al loro ruolo. Il contributo economico, invece, spetta solo al caregiver prevalente: per un massimo di due persone assistite e, se i caregiver sono entrambi i genitori, in un’unica quota divisa a metà.
Come si contano le ore? Un decreto, previsto entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, fisserà criteri uguali in tutta Italia. Per il caregiver prevalente e per quello convivente le ore devono risultare nel progetto di vita o nel PAI; negli altri casi si dichiarano nella domanda.
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Come e quando fare domanda per il bonus caregiver 2026?
Oggi non si può ancora fare domanda. Quando la legge sarà approvata, la procedura passerà interamente dall’INPS e partirà dal riconoscimento formale del caregiver: è questo certificato a dare accesso al contributo e alle altre tutele.
Chi presenta la domanda?
La domanda non la presenta il caregiver, ma la persona assistita, oppure chi la rappresenta: tutore, curatore o amministratore di sostegno.
È la persona assistita a indicare chi si prende cura di lei, e può indicare fino a tre caregiver. Se è minorenne, i caregiver sono entrambi i genitori. Chi viene indicato firma una dichiarazione di accettazione, da allegare alla domanda.
Come funzionerà la procedura, passo per passo
Secondo il testo attuale, i passaggi saranno questi:
- la persona assistita, o chi la rappresenta, accede al portale INPS con SPID, CIE o CNS;
- compila la domanda con i dati del caregiver, il profilo, le ore di assistenza, l’eventuale convivenza e il rapporto di parentela;
- allega la dichiarazione di accettazione firmata dal caregiver, oppure il caregiver potrà accettare anche direttamente dal portale (art. 4, comma 4);
- l’INPS risponde entro 30 giorni con un certificato che attesta la qualifica di caregiver e il profilo;
- se la domanda viene respinta, si può chiedere un riesame all’INPS entro 30 giorni. In alternativa al riesame si può usare la negoziazione assistita, e senza risposta entro 90 giorni la domanda si considera respinta.
Le istruzioni operative arriveranno con un decreto attuativo, previsto entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.
Inoltre, il contributo decorre dalla data della domanda: per questo conviene presentarla appena il portale sarà attivo.
Quando si potrà fare domanda?
Il testo in esame prevede che l’INPS apra il portale entro il 2 gennaio 2027. La data però dipende dall’approvazione definitiva della legge. Per seguire gli aggiornamenti conviene controllare il sito dell’INPS e quello del Ministro per le disabilità, oltre a questa pagina.
Quali documenti preparare
Anche se la procedura non è attiva, puoi già raccogliere i documenti che quasi certamente serviranno:
- la certificazione della persona assistita: disabilità grave (Legge 104, art. 3 comma 3), indennità di accompagnamento o non autosufficienza, che è la condizione richiesta per il contributo;
- l’attestazione ISEE del nucleo familiare in corso di validità;
- gli estremi del progetto di vita o del PAI da cui risultano le ore (per prevalente e convivente); se il documento non indica ancora il caregiver, andrà integrato entro un anno, e nel frattempo vale quanto dichiari nella domanda;
- i dati del caregiver e la sua dichiarazione di accettazione;
- le credenziali SPID, CIE o CNS di chi presenterà la domanda.
Come sta cambiando l'accertamento della disabilità?
Va ricordato che l'iter burocratico per ottenere la certificazione della Legge 104 e dell'invalidità (documento indispensabile per accedere ai bonus e ai permessi) è in fase di trasformazione per via della riforma che affida la valutazione alle Unità di Valutazione di Base dell'INPS.
In questo periodo di transizione (che si completerà a livello nazionale dal 1° gennaio 2027), la procedura d'invio cambia a seconda del territorio:
- Nelle province in sperimentazione: il primo certificato medico introduttivo inviato dal medico telematicamente all’INPS avvia direttamente l'accertamento, eliminando la necessità di inviare una successiva domanda amministrativa separata.
- Nelle province non in sperimentazione: resta obbligatorio inviare la domanda amministrativa separata all'INPS (autonomamente o tramite patronato) entro 90 giorni dall'emissione del certificato medico introduttivo.

Gestire il carico psicologico: l'importanza del supporto per i caregiver
Assistere un familiare per molte ore al giorno è un atto di cura, ma ha un costo emotivo alto. Gli studi lo chiamano caregiver burden, il carico del caregiver. Uno studio condotto su quasi 400 caregiver familiari in Italia (Bongelli et al., 2024) ha rilevato che oltre la metà mostra un benessere psicologico compromesso, e che le difficoltà economiche legate all’assistenza peggiorano il quadro. Lo stesso studio mostra che il sostegno sociale e dei servizi socio-sanitari attenua questo impatto, anche se non lo elimina.
Eppure chi assiste un familiare chiede aiuto per sé di rado. Uno studio condotto in Lituania (Biliunaite et al., 2022) ha osservato un forte carico e un bisogno di aiuto psicologico che spesso resta senza risposta.
Il DDL caregiver prevede anche un sostegno psicologico?
Sì, per il caregiver prevalente e per quello convivente. L’articolo 12 del DDL inserisce il sostegno psicologico tra gli aiuti, insieme a sostituzione nell’assistenza, formazione gratuita e visite a domicilio.
Questi aiuti non arriveranno in automatico: si potranno finanziare con il budget del progetto di vita o del PAI (Progetto di assistenza individualizzato) della persona assistita nei limiti delle risorse disponibili. Il DDL ti riconosce il diritto di partecipare alla stesura di questi documenti, ed è proprio in quel momento che puoi chiedere di inserire un sostegno psicologico per te.
Nel frattempo, prendersi cura di sé non deve aspettare una legge. Il carico non sempre si nota subito, e alcuni segnali possono dirci che è diventato troppo:
- una stanchezza che non passa nemmeno dopo aver dormito;
- irritabilità o tristezza che durano da settimane;
- senso di colpa ogni volta che ci prendiamo un momento per noi;
- meno contatti con amici e familiari, per mancanza di tempo o di energie;
- difficoltà a dormire o a concentrarsi.
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Cosa puoi chiedere già oggi: i bonus caregiver regionali e comunali
Mentre il bonus nazionale aspetta la legge, in molti territori esistono già contributi per i caregiver familiari. Li pubblicano Regioni, Comuni e distretti socio-sanitari, con requisiti e importi diversi.
Da dove arrivano questi contributi
Lo Stato ripartisce ogni anno tra le Regioni il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare. Le Regioni lo assegnano agli ambiti territoriali e ai distretti socio-sanitari, che pubblicano gli avvisi per chi assiste un familiare. Molte Regioni hanno anche una propria legge sui caregiver: a luglio 2025 erano 12.
Finora i contributi per i caregiver sono arrivati soprattutto da bandi regionali e comunali, finanziati con le risorse che lo Stato trasferisce ogni anno alle Regioni per la disabilità e la non autosufficienza. Il DDL lascia in piedi le competenze regionali, quindi le Regioni potranno continuare a prevedere misure proprie, nei limiti dei loro bilanci.
Esempi di regioni con questi bonus sono la Sicilia (L.R. 8/2017, art. 9) e la Lombardia (DGR 2033/2024, sostegni al caregiver di persone con disabilità gravissima).
Alcuni esempi di bandi del 2026
Per farti un’idea di come funzionano:
- Messina (distretto socio-sanitario D26): contributo per i caregiver familiari di persone con disabilità grave e gravissima, con domande online fino al 15 ottobre 2026;
- Bari: contributo una tantum di 500 euro per chi assiste un familiare con disabilità grave, con ISEE ordinario fino a 60.000 euro e graduatoria in base all’ISEE (domande chiuse a luglio 2026).
Gli importi, le scadenze e i requisiti cambiano da un territorio all’altro e da un anno all’altro: verifica sempre l’avviso ufficiale.
Come trovare il bando del tuo territorio?
Per sapere se nella tua zona c’è un avviso aperto, puoi controllare:
- il sito del tuo Comune, nella sezione servizi sociali o avvisi;
- il sito dell’ambito territoriale sociale o del distretto socio-sanitario di cui fa parte il tuo Comune;
- il sito della tua Regione, nell’area politiche sociali o disabilità;
- lo sportello sociale del Comune o il PUA (Punto unico di accesso) della tua ASL;
- un patronato, che può aiutarti anche con la domanda.
Una ricerca rapida che funziona: “avviso caregiver familiare” seguito dal nome del tuo Comune o del tuo ambito e dall’anno. Di solito i bandi chiedono l’ISEE, la certificazione della persona assistita (Legge 104 grave, indennità di accompagnamento o disabilità gravissima) e un’autocertificazione del ruolo di caregiver. Le scadenze sono spesso brevi, quindi conviene controllare con regolarità.
Oltre ai bandi locali, chi assiste un familiare con la Legge 104 ha già diritto a permessi, congedi e altre agevolazioni: le trovi più sotto.
Quali altre agevolazioni spettano a chi assiste un familiare con la 104 nel 2026?
Chi beneficia della Legge 104 ha diritto a numerose agevolazioni, estese anche a chi presta assistenza diretta.
La legge 104 offre agevolazioni per chi assiste genitori o figli con gravi disabilità, ad esempio:
- permessi mensili retribuiti: 3 giorni di riposo retribuiti al mese, frazionabili anche in ore;
- congedo straordinario: un periodo massimo di 2 anni di astensione dal lavoro retribuita nell'arco dell'intera vita lavorativa;
- congedo parentale fino ai 18 anni del figlio (in arrivo con il DDL dal 2027): se il DDL caregiver verrà approvato così com’è, i genitori caregiver di figli con disabilità potranno usare il congedo parentale e il suo prolungamento fino ai 18 anni del figlio, non più fino ai 14 (art. 8, comma 2);
- flessibilità sul lavoro: priorità nell'accesso allo smart working e nella scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio dell'assistito;
- assegno di Inclusione (AdI): per i nuclei con ISEE sotto i 9.360 € (che sale a 10.140 € se si vive in affitto) la presenza di un disabile grave aumenta l'importo mensile grazie a un coefficiente di maggiorazione dello 0,40 nella scala di equivalenza. I fondi possono essere usati per beni di prima necessità, farmaci e pagamento di mutuo o affitto.
Oltre alle tutele tradizionali, recenti pronunce giurisprudenziali e applicative hanno ampliato i diritti dei lavoratori caregiver:
- Flessibilità dell'alternanza nei permessi orari (PA): per i dipendenti pubblici del comparto Funzioni Centrali che assistono lo stesso familiare con disabilità grave, l'ARAN (orientamento n. 37654/2026) ha chiarito che l'alternanza tra due caregiver non richiede più l'utilizzo dei permessi in giorni differenti: è sufficiente che le ore di assenza richieste dai due lavoratori non si sovrappongano nella medesima giornata.
- Esonero dai turni di notte anche senza disabilità grave: con l'ordinanza n. 20229/2026, la Corte di Cassazione ha confermato che il diritto a rifiutare il lavoro notturno per assistere un familiare a proprio carico spetta anche se alla persona assistita non è stata riconosciuta la connotazione di gravità (art. 3, comma 3). È sufficiente che la persona assistita sia stata riconosciuta con disabilità ai sensi della Legge 104 (art. 3, comma 1), purché sussista un'effettiva e documentata relazione di assistenza.
- Accesso prioritario al Fondo Mutui Prima Casa per Caregiver: tra le novità introdotte dalla legge 116/2026 (Piano Casa), rientra l'inserimento dei caregiver tra le categorie prioritarie per l'accesso al Fondo di garanzia statale per i mutui prima casa (gestito da Consap). La misura si applica a chi vive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104/1992). Il Fondo concede una garanzia pubblica sulla quota capitale del mutuo pari al 50%, che sale fino all’80% per i nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 euro. Questo strumento consente agli istituti bancari aderenti di erogare finanziamenti fino al 100% del valore dell'immobile (per importi fino a 250.000 euro), facilitando l'acquisto dell'abitazione principale per le famiglie che assistono un disabile e non dispongono di liquidità iniziale per l'anticipo. La domanda si presenta direttamente alla banca mediante la modulistica Consap aggiornata.
Sitografia
