Rivotril: cos'è, come funziona ed effetti collaterali
Rivotril è un farmaco benzodiazepinico ampiamente utilizzato in neurologia e psichiatria, noto per l'efficacia anticonvulsivante e ansiolitica, ma caratterizzato da un profilo clinico che richiede particolare attenzione.

Cos'è il Rivotril?
Il principio attivo Rivotril è il clonazepam, molecola ad alta potenza appartenente alla classe delle benzodiazepine a lunga durata d'azione. Il medicinale è soggetto a prescrizione medica ed è indicato per il trattamento di alcune forme di epilessia del bambino e dell’adulto. In psichiatria è utilizzato spesso “off-label” per il trattamento di alcune forme d’ansia e nella disassuefazione da benzodiazepine o da alcol.
Dal punto di vista regolatorio, il farmaco Rivotril è approvato in numerosi Paesi europei ed extraeuropei ed è incluso nelle linee guida della International League Against Epilepsy (ILAE) per specifiche forme di epilessia. È disponibile in compresse e in gocce.
Esempi di farmaci che contengono Rivotril
Il medicinale di riferimento è Rivotril®, sebbene sul mercato siano presenti formulazioni equivalenti contenenti lo stesso principio attivo, ovvero il clonazepam.
A cosa serve il Rivotril?
Ecco le principali applicazioni del farmaco.
- Epilessia e disturbi convulsivi: l'indicazione primaria del Rivotril è il trattamento delle crisi epilettiche. In particolare, il farmaco viene utilizzato per curare le crisi miocloniche, le assenze atipiche, gli spasmi infantili e la sindrome di Lennox-Gastaut. Numerosi studi clinici dimostrano come il clonazepam sia in grado di ridurre la frequenza e l'intensità delle crisi grazie alla potente modulazione dell'attività GABAergica
- Disturbi d'ansia (uso off-label): rivotril viene impiegato nel trattamento dei disturbi d'ansia gravi, soprattutto quando l'ansia è intensa, con sintomi somatici oneurologici. In questi casi,il Rivotril agisce come un ansiolitico, garantendo un effetto più stabile rispetto alle benzodiazepine ad emivita breve.
- Disturbi del sonno (uso off-label): l'uso di Rivotril per dormire è off-label ma piuttosto diffuso in ambito clinico, soprattutto tra i pazienti con insonnia associata ad ansia, ipereccitabilità neurologica o spasmi muscolari notturni. In questi casi vengono utilizzate soprattutto le gocce Rivotril, che permettono una titolazione più flessibile.
- Dipendenza da benzodiazepine (uso off-label): nella pratica clinica il Rivotril è spesso impiegato come sostitutivo nella disassuefazione da benzodiazepine, poiché la lunga emivita e l’alta potenza permettono una graduale riduzione del dosaggio con meno sintomi astinenziali. Anche in questo caso il suo utilizzo è fuori indicazione e non esistono schemi terapeutici approvati, ma ad ora risulta essere uno dei farmaci maggiormente utili allo scopo.

Come funziona il Rivotril?
Il principio attivo del Rivotril, clonazepam, agisce come modulatore del recettore GABA-A, aumentando l'affinità del GABA per il suo recettore e potenziando l'inibizione neuronale. Questo meccanismo riduce l'attività elettrica del sistema nervoso centrale quando questa risulta eccessiva, spiegando gli effetti anticonvulsivante, ansiolitico, sedativo e miorilassante del farmaco.
Grazie alla lunga emivita del Rivotril (compresa indicativamente tra le 30 e le 40 ore), l'effetto del farmaco risulta particolarmente lungo e stabile nel tempo. Questa caratteristica consente un controllo costante dei sintomi, riducendo le fluttuazioni plasmatiche e il rischio di ricomparsa improvvisa di ansia o crisi convulsive tra una somministrazione e l'altra. L'uso del farmaco richiede molta cautela, a causa del possibile accumulo del principio attivo.
Posologia: come si assume il Rivotril?
Il dosaggio del Rivotril varia notevolmente in base all'indicazione terapeutica, all'età del paziente e alla risposta individuale. Le formulazioni più comuni includono Rivotril compresse da 0,5 mg e 2 mg e la soluzione orale Rivotril gocce.
- Quante gocce di Rivotril si possono prendere al giorno? Il dosaggio del Rivotril deve sempre essere definito dal medico. La dose iniziale raccomandata per il trattamento dell’epilessia negli adulti non dovrebbe superare gli 1,5 mg al giorno, da suddividere in tre somministrazioni. Col passare del tempo, il medico potrebbe aumentare gradualmente la dose, fino a raggiungere i 3 - 6 mg al giorno. Non bisognerebbe mai superare il dosaggio di 20 mg/die
- Quante gocce di Rivotril per dormire? Nella pratica clinica, le dosi utilizzate per favorire il sonno rientrano in un intervallo basso, compreso tra 0,25 mg (che corrispondono a circa 2–3 gocce) e 1 mg (10 gocce)
- Quante gocce di Rivotril per ansia? Non essendo il farmaco specificamente approvato per il trattamento dell’ansia, non esiste una dose standard valida per tutti. Il dosaggio dipende da età, quadro clinico, terapie concomitanti e risposta individuale.
- Rivotril gocce dopo quanto fa effetto? Il Rivotril, sia in gocce che in compresse, agisce in maniera relativamente rapida sui sintomi acuti (ansia e panico), offrendo sollievo entro un'ora dall'assunzione.
- Le gocce Rivotril a cosa servono? Le gocce consentono un dosaggio flessibile e personalizzato. Inoltre, possono essere prescritte ai pazienti che fanno fatica a deglutire le compresse
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Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere il Rivotril?
L'assunzione di Rivotril richiede una valutazione clinica accurata e una gestione attenta della terapia, poiché il clonazepam è una benzodiazepina ad alta potenza con effetti significativi sul sistema nervoso centrale. Le controindicazioni del Rivotril sono numerose e ben documentate in letteratura.
- Rischio di sedazione e compromissione delle funzioni cognitive: una delle principali avvertenze riguarda la sedazione marcata, che può manifestarsi soprattutto nelle fasi iniziali della terapia o in caso di aumento del dosaggio. Studi clinici dimostrano come il clonazepam possa determinare rallentamento psicomotorio, riduzione dell'attenzione, compromissione della memoria e diminuzione dei riflessi
- Depressione respiratoria e patologie polmonari: rivotril può causare depressione respiratoria, soprattutto nei pazienti con patologie respiratorie preesistenti quali broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), apnea ostruttiva del sonno e insufficienza respiratoria
- Dipendenza, tolleranza e abuso: uno degli aspetti più rilevanti dal punto di vista clinico è il potenziale di dipendenza fisica e psicologica del farmaco. L'uso prolungato del clonazepam può indurre tolleranza, con una progressiva riduzione degli effetti percepiti e una tendenza all'aumento del dosaggio. Soggetti con pregresse dipendenze da alcol o altre sostanze sono più a rischio di sviluppare dipendenza da benzodiazepine. Per questi motivi, le linee guida raccomandano di utilizzare Rivotril nella dose minima efficace e per il periodo più breve possibile, salvo indicazioni neurologiche specifiche come possono essere alcune forme di epilessia
- Sindrome da sospensione: l'interruzione brusca può causare una sindrome da astinenza caratterizzata da ansia intensa, insonnia, irritabilità, tremori, sudorazione, tachicardia e, nei casi più gravi, convulsioni e deliri. La sospensione deve pertanto avvenire in maniera graduale
- Disturbi psichiatrici e reazioni paradosse: sebbene il Rivotril venga utilizzato anche per il trattamento dell'ansia, in alcuni pazienti può indurre reazioni paradosse, tra cui agitazione, irritabilità, aggressività, disinibizione comportamentale e peggioramento dei sintomi ansiosi. Queste reazioni, sebbene rare, sono descritte soprattutto negli anziani e nei bambini
- Uso in gravidanza e allattamento: l'impiego del Rivotril in gravidanza è sconsigliato. Studi scientifici indicano come l'esposizione alle benzodiazepine durante il primo trimestre possa associarsi a un aumento, seppur modesto, del malformazioni fetali come labiopalatoschisi, malformazioni cardiache e difetti di chiusura del tubo neurale. L'uso nel terzo trimestre o in prossimità del parto è stato associato a ipotonia neonatale, depressione respiratoria e sindrome da astinenza nel neonato. Durante l'allattamento, invece, il clonazepam può passare nel latte materno, con possibili effetti sedativi sul lattante
- Compromissione epatica e renale: nei pazienti con insufficienza epatica, il metabolismo del clonazepam può risultare rallentato. Ne conseguono un forte aumento delle concentrazioni plasmatiche e un maggior rischio di effetti avversi. Sebbene il farmaco sia metabolizzato per via epatica, la presenza di insufficienza renale grave richiede cautela e un monitoraggio clinico costante. In questi pazienti sono spesso necessari aggiustamenti posologici personalizzati
- Interazioni farmacologiche: il Rivotril presenta interazioni clinicamente rilevanti con numerosi farmaci. In particolare, la somministrazione combinata con alcol, oppioidi, antipsicotici, antidepressivi o anticonvulsivanti può potenziare la sedazione e la depressione respiratoria. Inoltre, alcuni induttori o inibitori enzimatici epatici possono modificare le concentrazioni plasmatiche del clonazepam, rendendo necessario un monitoraggio stretto della terapia
- Popolazioni speciali: l'uso di Rivotril nei pazienti anziani richiede prudenza. La letteratura, infatti, evidenzia una maggiore sensibilità agli effetti sedativi e cognitivi, con aumento del rischio di delirio, cadute, perdita di autonomia funzionale e reazioni paradosse.
Quali sono gli effetti collaterali del Rivotril?
Gli effetti collaterali del Rivotril sono una conseguenza diretta della sua azione depressiva sul sistema nervoso centrale. Il clonazepam è una benzodiazepina ad alta potenza e a lunga emivita, e proprio queste caratteristiche ne spiegano sia l'efficacia terapeutica sia il profilo di tollerabilità, che richiede particolare attenzione. Gli effetti indesiderati possono variare per frequenza, intensità e rilevanza clinica in base alla dose, alla durata del trattamento, all'età del paziente e alla presenza di eventuali comorbilità.
- Effetti collaterali neurologici quali sonnolenza e sedazione, presenti soprattutto nelle fasi iniziali della terapia o dopo un incremento del dosaggio. A queste si associano spesso affaticamento, rallentamento psicomotorio, difficoltà di concentrazione e riduzione della vigilanza
- Effetti cognitivi: la letteratura riporta un impatto su memoria e funzioni esecutive e, in particolare, sulla memoria anterograda. Tale effetto, tipico delle benzodiazepine, risulta più marcato nei trattamenti prolungati. Nei pazienti anziani, queste alterazioni cognitive sono ancora più rilevanti.
- Disturbi dell'equilibrio e coordinazione motoria: l'azione miorilassante del clonazepam può determinare atassia, instabilità posturale, vertigini e debolezza muscolare. Tali effetti sono problematici soprattutto negli anziani, in cui si assiste ad un incremento del rischio di caduta
- Effetti psichiatrici e comportamentali: sebbene il Rivotril venga utilizzato per ridurre l'ansia, in una minoranza di pazienti può indurre effetti psichiatrici paradossi. La letteratura descrive casi di agitazione, irritabilità, aggressività, disinibizione comportamentale, nervosismo e peggioramento dell'ansia, soprattutto nei soggetti predisposti, nei bambini e negli anziani
- Sintomi depressivi: l'uso prolungato del clonazepam può contribuire a fenomeni di appiattimento emotivo, riduzione della motivazione e sintomi depressivi
- Effetti respiratori: il rischio di depressione respiratoria è ben documentato nei pazienti con patologie respiratorie pregresse (BPCO o apnea ostruttiva del sonno) e in caso di associazione con alcol, oppioidi o altri sedativi del sistema nervoso centrale.
- Effetti gastrointestinali e aumento di peso: tali effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori. In ogni caso, possono includere nausea, stipsi, secchezza delle fauci e alterazioni dell'appetito. Talvolta, è stato osservato anche aumento di peso, probabilmente dipeso da una combinazione tra sedazione, riduzione dell'attività fisica e modificazioni dell'appetito
- Effetti sistemici, tra cui ipotensione, visione offuscata e cefalea, generalmente transitori e dose-dipendenti

Cosa succede per un sovradosaggio da Rivotril?
Un sovradosaggio di Rivotril comporta una marcata depressione del sistema nervoso centrale, la cui gravità dipende dalla dose assunta e dall'eventuale associazione con altre sostanze. I sintomi più comuni includono:
- sonnolenza profonda
- confusione mentale
- atassia e nistagmo
- ipotonia muscolare
- rallentamento dei riflessi
- depressione respiratoria
- ipotensione
- coma (nei casi più gravi)
La gestione clinica consiste essenzialmente nel supporto delle funzioni vitali.
Bibliografia
Clonazepam — StatPearls - NCBI Bookshelf
Basit, H., Kahwaji, C. I. (2023)